Superbonus, costruttori in Veneto sul piede di guerra contro lo stop alla proroga

Il presidente Ance Paolo Ghiotti: «Aziende a rischio chiusra». Interrogazione del senatore  De Poli

PADOVA. Superbonus, il comparto dell’edilizia in fermento per lo stop alla proroga.

Il presidente di Ance Veneto, Paolo Ghiotti, esprime la sua forte preoccupazione: «Purtroppo il Governo non comprende che questo incentivo non è solo una voce di spesa, ma rappresenta soprattutto un investimento che permette lo sviluppo del territorio nell’ottica della sostenibilità. Infatti grazie al 110 oggi molte abitazioni sono meno energivore e una recente ricerca ha calcolato che se riuscissimo ad efficientare tutte le strutture che ne hanno bisogno riusciremo a raggiungere un risparmio energetico del 70%. E in un contesto in cui assistiamo ad un costante aumento delle bollette ed alla difficoltà di approvvigionamento del gas questo è un fattore di primaria importanza per cittadini ed imprese».

E continua: «Siamo consapevoli che ci sono stati delle frodi, ma le imprese edili hanno sempre sostenuto la necessità dei controlli per smascherare i furbetti del Superbonus. C’è, però, da dire che c’è un fattore che non è sotto i riflettori, ma che sottolinea un altro effetto positivo dell’incentivo che è quello di aver ridotto il lavoro nero infatti si è registrato, da parte delle Casse Edili, un incremento del contributi versati».

L’altro problema è quello della cessione del credito: «Oggi molte aziende sono in enorme difficoltà perché gli istituti di credito hanno messo in stand by gli acquisti e questo sta provocando una crisi di liquidità per molte imprese che hanno già eseguito i lavori. E questo il problema enorme che attanaglia il settore ovvero le imprese hanno accettato di eseguire gli interventi confidando nella possibilità di cedere il credito, ma oggi questo meccanismo è bloccato. E per le imprese significa aver sostenuto dei costi nella certezza di avere le risorse per rientrarvi, ma oggi questa certezza è caduta. Si tratta di un meccanismo che farà chiudere cantieri, aziende e perdere migliaia di posti di lavoro».

Infine: «Con la mancata proroga dell’incentivo e soprattutto il cortocircuito sulla cessione dei crediti a settembre rischiamo di assistere alla chiusura di molte aziende. E questo significa mettere in ginocchio quelle imprese che hanno saputo resistere alla crisi del 2008 ed al Covid, ma ora rischiano di ricevere un colpo definitivo».

Sulla vicenda interviene anche il senatore  Udc  Antonio De Poli: «Ci sono 400 milioni di crediti fiscali di imprese venete, ma la situazione ovviamente è analoga in altre regioni, che hanno avuto riconosciuto lo sconto in fattura e non sono riuscite ancora a monetizzarlo. In Senato ho deciso di porre la questione sul tavolo del Governo, con un'interrogazione parlamentare al ministro dell'Economia Daniele Franco: bisogna sbloccare i crediti per far ripartire i lavori».

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