Il ministro del lavoro Orlando: «La vicenda di Cloe ci deve far riflettere: più tutele per le persone trans»

Un video-messaggio inviato al Padova Pride Village e proiettato sabato sera. Il deputato Zan: “Serve la legge contro l’omotransfobia”

PADOVA. 

PADOVA. «Credo che in molti dovranno riflettere su questa vicenda, che interroga tutti e a cui tutti dovranno dare una risposta». Così si conclude il video-messaggio che il ministro del Lavoro Andrea

Orlando ha inviato al Padova Pride Village, ringraziando per l’ampio spazio di discussione creato all’interno della kermesse Lgbtq+ padovana a seguito della morte di Cloe Bianco, l’ex insegnante transgender di San Donà di Piave che si è tolta la vita il 10 giugno scorso ad Auronzo fra le fiamme del van all’interno del quale viveva.

Bianco era stata vittima di discriminazione, venendo allontanata dal suo lavoro, dal momento del suo coming out come persona transgender, nel 2015, quando era finita nel mirino anche della politica locale. Oggetto delle critiche più forti nelle ultime settimane è stata infatti l’assessora regionale Elena Donazzan, che nel 2015 dileggiò pubblicamente il coming out di Bianco, confermando le sue posizioni contrarie all’affermazione dell’identità di genere della docente anche dopo la morte.
«Voglio ringraziarvi di aver dedicato a Cloe questo momento di riflessione e di confronto», ha detto il ministro Orlando nel messaggio proiettato ieri sera al Pride Village «Credo che questa vicenda così dolorosa sia anche emblematica di una dimensione più ampia che riguarda tante persone. Dinamiche che per fortuna non sempre terminano in modo così drammatico, ma che segnano l’esistenza di chi è bersaglio di pregiudizio, e che segnano in negativo anche le comunità».

Il messaggio del ministro Andrea Orlando al Padova Pride Village


«L’aspetto grave di questa vicenda» prosegue Orlando «è che si è verificata in luoghi che dovrebbero essere di inclusione e solidarietà. La scuola è dove si forma la coscienza, e il luogo di lavoro in generale dovrebbe essere luogo di liberazione e riscatto. Per Cloe non è stato così. Una parte di responsabilità sta in tutti noi. Dobbiamo reagire anche superando una contrapposizione che spesso sentiamo proporre tra diritti sociali e diritti civili. La vicenda di Cloe ci dice che sono un tutt’uno».
«Voglio ringraziare il governo e il ministro Orlando per l’attenzione al caso di Cloe» ha detto il deputato Alessandro Zan, organizzatore del Pride Village «Al suo coming out sul posto di lavoro come persona trans, alla sua storia di emarginazione e alla lotta alle discriminazioni nei confronti delle persone Lgbtq+. Riprendiamo il percorso del disegno di legge contro l’omotransfobia perché ogni persona nel nostro Paese sia tutelata, sia in ambito lavorativo che nella quotidianità». —

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