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Veneto, faide correntizie dentro la Lega: spuntano persino i “wanted”

Da Re, Gentilini, Zaia: quando la regola nella lega erano gli abbracci

La tensione a livello romano si riverbera ormai anche nei comuni mentre si riparla di espulsioni

VENEZIA. Un volantino anonimo stile avviso di taglia, con la foto e l’imputazione di tradimento. Il bersaglio è un giovanotto vagamente somigliante a Tintin, Stefano Baraldo, reclutato nello staff del gruppo leghista in Regione e in procinto di diventare assessore a San Martino di Lupari, l’epicentro delle turbolenze salviniane nell’Alta Padovana. Scampoli di un vaso di Pandora – quello del Carroccio – che sprigiona ogni giorno caos e veleni: il partito di Padova castigato dal voto e lacerato dai contrasti; le clamorose dimissioni in massa di sindaco e amministratori a Mogliano; lo scambio di accuse a Vigonza all’indomani di un’insperata vittoria elettorale (!); le faide correntizie senza fine nel Vicentino, il clima da resa dei conti che si respira a Verona.

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