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Cloe, lo schiaffo di quella sentenza: «La scelta di genere è libera ma la scuola ha ragioni serie»

Il provvedimento con cui nel settembre 2016 il giudice del lavoro respinse il ricorso della professoressa

VENEZIA. Nella sentenza del Giudice del Lavoro Luigi Perina, settembre 2016, con la quale viene respinto il ricorso alla sospensione dal lavoro per tre giorni, della professoressa Cloe Bianco perché si era presentata in classe vestita da donna quando all’anagrafe risultava ancora con nome maschile, c’è parecchia ipocrisia. Da una parte si cita il legittimo diritto alla scelta di genere di una persona, dall’altra si accoglie in toto la decisione della scuola di sospenderla perché aveva creato scompiglio tra i ragazzi in quanto non avvisati per tempo.

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