Da Re: la Lega in Veneto non si riconosce più nella politica di Salvini

Gianantonio Da Re

L’europarlamentare del Carroccio: il segretario venga qui e spieghi in un’assemblea qual è il suo programma da oggi fino alle prossime elezioni. Ma il commissario Stefani: abbiamo confermato 12 su 12 sindaci e strappato ben otto Comuni, le polemiche non servono 

VENEZIA. In Veneto per la Lega alle comunali di Padova e Verona «il 6 e 7% delle preferenze fanno ridere, e sono il frutto di politiche e candidati sbagliati. A Padova la sconfitta era evidente, tanto valeva correre con un candidato di partito, avremmo così capito i numeri reali della nostra lista». Lo ha sottolineato l'europarlamentare leghista Gianantonio Da Re, intervistato dall'emittente Telechiara. Secondo Da Re «la Lega in Veneto non si riconosce più nella politica di Salvini. A questo punto noi vogliamo che il Segretario venga in Veneto e spieghi in un'assemblea qual è il suo programma da oggi fino alle prossime elezioni. Settembre è troppo tardi. Non vogliamo cambiare il Segretario - ha concluso - ma fargli capire che la sua politica è sbagliata».

«Tosi lo conosco da 25 anni, è una persona che sa amministrare e fare politica, e la fa anche molto bene, non pensate che lui possa correre con il centrodestra di Sboarina – ha detto Da Re parlando del ballottaggio di Verona –. Tosi in questo momento è sul mercato - ha aggiunto Da Re - e se deve vendersi si venderà al miglior offerente, e soprattutto al vincitore», ha concluso.

Alle osservazioni di Da Re fa da contraltare il commissario della Lega in Veneto: «La forza della

Lega è sempre stata la compattezza le polemiche sui giornali non interessano ai cittadini e aziende che hanno bisogno in questo particolare momento di risposte e aiuti». Così Alberto Stefani.

«Abbiamo bisogno di amministratori che lavorano sul territorio e di promuovere quello che facciamo», insiste Stefani. «In Veneto, la Lega ha confermato 12 su 12 sindaci e strappato ben otto Comuni senza perderne neanche uno. Abbiamo inoltre acquisito un saldo positivo di 30 consiglieri e vinto nei capoluoghi di provincia al primo turno - aggiunge -. Anche nei Comuni sopra i 15mila il saldo è positivo rispetto alla situazione precedente. Abbiamo vinto in Comuni come Vigonza, dopo vent’anni di sinistra».

«A Verona, il voto di lista è stato condizionato dalla candidatura di Flavio Tosi, che ha drenato parte dell’elettorato leghista. In vista del ballottaggio, ci stiamo facendo artefici di un auspicabile apparentamento - sostiene il commissario di Matteo Salvini -. Mentre, nelle altre grandi città, Belluno e Padova, c’è stato un testa a testa con Fratelli d’Italia. E, se si fa un confronto generico in tutti Comuni, la Lega è saldamente il primo partito del Veneto».

«La Lega è una grande comunità umana e politica unica nel panorama italiano. Questa realtà è sempre stata la nostra forza e, nonostante le parabole della politica, sempre lo sarà. Sappiamo prenderci le responsabilità, sappiamo correggere il tiro e ripartire dalle nostre azioni. Se lo ricordi chi oggi, senza senso, attacca il segretario, tra l'altro da una posizione da privilegiato». Così in una nota il senatore leghista veneto Paolo Tosato, commentando le affermazioni dell'europarlamentare Gianantonio Da Re. «Matteo Salvini ci mette la faccia - aggiunge Tosato - e il suo impegno è incontrovertibile: contestare ciò significa perdere la straordinaria occasione per fare silenzio».

"Basta polemiche contro il segretariodella Lega. In Veneto il saldo delle amministrative e` positivo: riconfermati tutti i sindaci leghisti uscenti, 12 su 12, e 8 Comuni portati via al centrosinistra. Spiace certamente che tra tante vittorie ne manchino un paio di importanti proprio nel Trevigiano, perche` ricordo all`eurodeputato che sia nella mia Possagno che nella sua Cappella Maggiore non si e` vinto nonostante l`impegno che senza dubbio entrambi abbiamo profuso.Non sempre i risultati seguono l`impegno. Pero` quando ci sonole difficolta` una squadra si compatta e chi e` stato segretario lo dovrebbe sapere. Ci sono sedi opportune per esprimere il dissenso, quindi, se il suo contributo vuole essere costruttivo per il futuro del partito, lo invito a manifestare il proprio pensiero in quelle evitando la facile tribuna offerta dai media". Cosi` il deputato trevigiano della Lega Giuseppe Paolin.

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