Autonomia differenziata, ecco la proposta di legge del Pd veneto

Andrea Martella, segretario del Pd del Veneto

Rispetto alle 23 della richiesta di Zaia, le materie oggetto di accordo si riducono a sette: politiche attive del lavoro, integrazione tra politiche attive e politiche passive, organizzazione delle fondazioni ITS, sistema integrato di istruzione professionale e di istruzione e formazione professionale. sostegno all'internazionalizzazione delle imprese, governo del territorio in funzione della rigenerazione urbana e prevenzione del rischio sismico. Il presidente della Regione: “Bella notizia”

PADOVA. Il Pd regionale del Veneto ha presentato oggi lunedì 23 maggio a Padova la propria proposta di legge-quadro per l'attuazione dell'Autonomia differenziata, indicando obiettivi e modalità per l'attribuzione, il procedimento di approvazione delle intese tra Stato e Regioni e il processo di trasferimento delle risorse finanziarie, strumentali e umane.

Il testo, elaborato in collaborazione con i parlamentari da un gruppo di lavoro guidato da Ivo Rossi, responsabile regionale del Forum autonomia e regionalismo, è stato simbolicamente consegnato a Diego Zardini, deputato membro della commissione bicamerale per gli Affari regionali.

Le materie oggetto di accordo si riducono a sette: politiche attive del lavoro, integrazione tra politiche attive e politiche passive, organizzazione delle fondazioni ITS, sistema integrato di istruzione professionale e di istruzione e formazione professionale. sostegno all'internazionalizzazione delle imprese, governo del territorio in funzione della rigenerazione urbana e prevenzione del rischio sismico.

Per il segretario regionale dem, Andrea Martella, "dopo aver indicato quali sono le materie su cui è possibile realizzare da subito l'autonomia, superando la paralisi determinata in questi anni, offriamo un altro contributo per approvare velocemente una legge quadro nazionale, dalla quale discende l'intesa per l'autonomia. La Regione Veneto può in questo modo assumere immediatamente le funzioni relative alle materie chiave che abbiamo indicato, per rafforzare il nostro tessuto economico e la coesione sociale della nostra regione".

L'iniziativa del Pd prosegue anche in Consiglio regionale dove il gruppo chiederà la calendarizzazione urgente della risoluzione presentata il 2 maggio scorso, per la creazione di una Commissione Speciale per l'autonomia differenziata, per il confronto con la Giunta sul percorso istituzionale e sulle singole materie oggetto di negoziato. 

Luca Zaia definisce «una bella notizia» la proposta del Pd Veneto per l'autonomia differenziata su 7 materie. E rilancia: «Sappiamo che il Pd vuole finalmente l'autonomia. Adesso ci aspettiamo che Letta appoggi la proposta di legge-quadro che stiamo portando avanti insieme al ministro Mariastella Gelmini, sulla quale un pò tutti i ministeri da mesi stanno lavorando».

Il governatore premette che quella dei dem è una proposta «diversa nei contenuti e nei numeri rispetto a quella che abbiamo prodotto e che in queste settimane è oggetto di valutazione a Palazzo Chigi e al Ministero delle Finanze». Ma, aggiunge, «l'interesse ovviamente è quello di completare il percorso dell'autonomia, non di far polemiche, benchè il tema non sia quello del numero delle materie, altrimenti non si comprenderebbe come mai Regioni che hanno chiesto pochissime nuove competenze, non abbiano ancora l'autonomia». Il problema, osserva Zaia, è un altro: «per avere la riforma ci vogliono i voti delle forze politiche. Ma da oggi siamo più certi che i voti non mancheranno in Parlamento, perchè anche il Pd c'è». «Per altro -sottolinea il presidente veneto - l'autonomia è sostenuta anche dal capo dello Stato, come ha spiegato durante il suo discorso di reinsediamento davanti alle Camere».

«L'autonomia - afferma il Governatore - non è la secessione dei ricchi come qualcuno diceva fino a poco tempo fa: è legittima. Il percorso di riforma regionalista, vorrei ricordare, nasce in Veneto, da un referendum che i veneti hanno celebrato. Una consultazione tenutasi nonostante l'opposizione del Pd che, con un suo governo, impugnò la nostra proposta di indire un referendum nel 2014». «La Corte Costituzionale invece, dopo un anno di battaglie - ricorda - diede torto all'esecutivo Renzi e ragione alla nostra tesi, tanto è vero che nell'ottobre 2017 i cittadini veneti hanno potuto votare l'autonomia. Adesso dobbiamo lavorare tutti per un unico obiettivo: dare a questo Paese un progetto di modernità e uscire da questo torpore medievale».

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