Il salto perfetto con gli sci di Leonardo Donaggio: ecco chi è il 18enne veneziano quinto alle Olimpiadi di Pechino

Le evoluzioni di Leonardo Donaggio a Pechino

L’atleta del Lido è il più giovane del gruppo italiano partito per la campagna di Cina, e si è cimentato, nella sua disciplina del Freestyle Big Air, con campioni di assoluto valore

PECHINO. Avrebbe potuto essere l’opera perfetta, è comunque un capolavoro. Quello confezionato da Leonardo Donaggio, diciottenne del Lido di Venezia in forza al Gruppo Sportivo dell’Esercito, che nella finale di Sky Freestyle Big Air dell’Olimpiade di Pechino 2022 ottiene un incredibile, e insperato, quinto posto con un punteggio di 172. 00.

Insperato, per lo meno, all’inizio della spedizione a cinque cerchi dell’ex atleta del ValBelluna Freeski e del suo allenatore Valentino Mori. Donaggio è il più giovane atleta del gruppo italiano partito per la campagna di Cina, e ha di fronte, nella sua disciplina, campioni di assoluto valore. E per il neo diciottenne lidense è già un sogno aver potuto volare verso il Sol Levante.

Poi nelle tre manche di qualificazione di lunedì scorso sulla pista di Big Air Shougang dovevano scendere i mostri sacri della specialità. Ma in quell’occasione Donaggio comincia a comporre il suo capolavoro. Infatti dopo tre run si piazza al decimo posto, utile per entrare nei migliori dodici che accedono alla finale, e lascia alle sue spalle gente del calibro del campione svizzero Andri Ragettli. Alla fine delle qualificazioni, Donaggio si mostra sereno e distaccato, meritandosi le ore di relax consentitegli prima del grande giorno. Prima di continuare a comporre il suo personale capolavoro. Perché nella mattinata di ieri in Cina, il giovane campione residente a Selva di Cadore, nelle prime due run salta come non ci fosse un domani. E piazza due solidissime prestazioni, la prima da 91. 00 e la seconda da 81. 00, con il primo trick composto da un triplo 1008 con cui si concede il lusso di collocarsi in terza posizione, che mantiene anche dopo il secondo salto.

È uno spettacolo vederlo scendere, al punto che lo skyline delle acciaierie cinesi che fanno da sfondo alla pista, passa in secondo piano. Meglio di lui solo un irraggiungibile Birk Rudd, il norvegese che alla fine si metterà al collo la medaglia d’oro con 187. 75 e il canadese Evan McEachran.

Così si arriva alla decisiva terza run con lo studente che dovrà scendere per terz’ultimo. Mano a mano che si avvicina il momento dell’azzurro perdono terreno anche teste di serie del calibro dell’americano Alexander Hall che nel terzo salto cade e si ferma a 160.75. Sembra che si stia realizzando un miracolo sportivo, con il più giovane dei concorrenti in gara che sta scalando la classifica, perché il primo posto resiste sino alle discese degli svedesi Oliwer Magnusson ed Henrik Harlaut (che chiude bronzo) non proprio due qualunque.

Adesso tocca al giovanissimo freeskyer azzurro. L’abbraccio con Valentino Mori prima del salto senza bastoncini e la partenza. Donaggio ha deciso di tentare il tutto per tutto per mantenere la terza piazza e prova un triplo 1008 all’indietro che però conclude toccando la neve con il filo esterno dello sci, cadendo e vanificando un salto esemplare. Dopo di lui non sbagliano l’americano Colby Stevenson, medaglia d’argento, e il norvegese pigliatutto.

Ma il capolavoro del campione italiano rimane, il suo salto perfetto avrebbe portato anche la medaglia, e qui resta un leggero rammarico, ma già la sua prestazione entra nella storia della disciplina a cinque cerchi, ancora più preziosa se si considera che il Big Air è al suo esordio alle Olimpiadi. E mentre il giovanissimo Donaggio fa la storia sulle “nevi” cinesi, al Lido qualcuno non riesce a dormire. È la famiglia dell’atleta olimpico con papà Emiliano che commenta entusiasta la prestazione del figlio.

«L’ho sentito dopo la gara e non mi è parso soddisfatto, anzi quasi quasi deluso. Al punto che gli ho detto che sicuramente è frutto della stanchezza, che non si rende ancora conto di quello che è riuscito a fare. È entrato nell’Olimpo dei migliori della specialità è quinto al mondo. Incredibile. È stato fotonico! Quando sia io che la mia compagna Giulia, e anche Alessandro, il fratello, gli abbiamo fatto i complimenti, lui ha ribadito che non ha ancora fatto nulla. Ma il metro della sua prestazione», conferma papà Donaggio, «me l’ha dato il suo allenatore Valentino Mori, il quale mi ha detto che non si era mai visto un livello così elevato di salti in una gara internazionale, quindi, quello che è riuscito a fare Leonardo è straordinario. E tutto questo anche grazie alla sua seconda famiglia che è l’Italian Freeski Team con cui Leo ha scritto, battagliando sino all’ultimo salto, una delle più incredibili pagine della storia di questo sport». —

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