Venezia, la Guardia di Finanza sequestra beni per due milioni di euro a banda di spacciatori

Trentatrè le persone coinvolte in un traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Si stratta di albanesi residenti tra le province di Venezia, Treviso, Padova e Verona.

VENEZIA. Il Nucleo di Polizia Economico—Finanziaria della Guardia di Finanza ha eseguito un decreto di sequestro preventivo di due attività economiche, disponibilità finanziarie, un immobile e alcune autovetture per un valore complessivo di oltre due milioni di euro, nei confronti di un gruppo di cittadini albanesi ritenuti responsabili di traffico internazionale di sostanze stupefacenti.

L‘operazione costituisce l‘esito di un‘indagine che ha portato all’individuazione di 33 persone inserite in due distinti gruppi criminali, composti quasi esclusivamente da cittadini di origine albanese, dediti al traffico di sostanze stupefacenti in Italia e all’estero, con basi operative individuate nelle province di Venezia, Padova, Verona, Treviso e con ramificazioni anche in Lombardia.

Nel periodo delle indagini sono state arrestate in flagranza di reato 18 persone per spaccio e sono stati sequestrati oltre 25 chilogrammi di cocaina e 11 di marijuana.

I 33 indagati sono in attesa della celebrazione dell’udienza preliminare per i reati loro contestati. Al fine di aggredire i beni illecitamente accumulati dai gruppi, sono stati eseguiti complessi accertamenti finanziari nei confronti degli indagati e dei rispettivi nuclei familiari che hanno riguardato in totale 57 persone fisiche e due ditte individuali, al fine di ricostruire il patrimonio agli stessi direttamente o indirettamente riconducibile, anche per il tramite di interposte persone fisiche e giuridiche.

Nello specifico, l’attività delegata al G.I.C.0. di Venezia è consistita nella meticolosa ricostruzione del profilo soggettivo criminale dei singoli appartenenti ai due gruppi, unitamente all’individuazione del relativo patrimonio mobiliare, immobiliare e dei conti correnti bancari detenuti, che avrebbero evidenziato una palese ”sproporzione” tra i redditi dichiarati negli anni e i capitali impiegatiper l‘acquisizione dei vari cespiti.

Gli accertamenti sono stati supportati dall‘impiego delle banche dati in uso alla Guardia di Finanza, in grado di acquisire, incrociare e analizzare migliaia di dati economico—finanziari in tempi rapidissimi nonché della possibilità di coinvolgere gli organismi di polizia stranieri al fine di verificare l‘esistenza di beni in territorio estero.

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