Contenuto riservato agli abbonati

Estorsioni e rapine per pagare gli stipendi Il tesoretto della Mala reinvestito in droga

Trentamila euro trovati in un barattolo della pasta in casa di Trabujo, altri 15 mila scoperti dentro un cuscino di Boatto

VENEZIA. I soldi delle estorsioni e delle rapine, dopo aver prelevato lo “stipendio” venivano reinvestiti in droga. Denaro che Gilberto Boatto e Loris Trabujo portavano solo in parte all’estero. O meglio era Trabujo che si occupava di questo insieme a Marco Nalesso. Il resto per le “spese correnti” lo tenevano in casa o dalla madre di Trabujo. Era il denaro usato per pagare i fornitori di droga.

Questo articolo è riservato a chi ha un abbonamento

Tutti i contenuti del sito

3 mesi a 1€ poi 2.99€ al mese per 3 mesi

Attiva Ora

Noi la Nuova Venezia la comunità dei lettori

Video del giorno

Quirinale, Bonino: "Addolorata dal metodo carbonaro per eleggere il Presidente. Inutile stare qui"

Porridge di avena alla pera e nocciole

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi