Giornata mondiale contro la violenza sulle donne: un video della Cgil ricorda le 10 vittime di femminicidio nel 2021 in Veneto

Jessica Pasqualon

Mobilitazione insieme allo Spi, iniziative di sensibilizzazione in ogni provincia, uno striscione in ogni sede 

VENEZIA. La violenza sulle donne è un problema degli uomini: si intitola così la mobilitazione della Cgil e dello Spi del Veneto organizzata per il 25 novembre 2021. Iniziative in ogni provincia, un video che ricorda i 10 femminicidi del 2021 in Veneto e prospetta il cambiamento necessario, uno striscione in ogni sede: la Cgil e lo Spi del Veneto celebrano anche quest’anno la Giornata mondiale per l’eliminazione della Violenza sulle Donne, rinnovando la lotta e l’impegno.

Violenza sulle donne: video Cgil ricorda le 10 vittime di femminicidio in Veneto nel 2021

“E’ una giornata di dolore – dichiarano le donne della Cgil e del Coordinamento donne dello Spi Cgil del Veneto – ma è anche un’occasione per reagire, per cominciare a mettere in campo una strategia che ponga fine a questa vera e propria strage delle innocenti. E i primi a doverlo fare sono gli uomini, attraverso un assunzione di responsabilità: interrogandosi sulla loro concezione, sul modo di intendere il loro rapporto con noi. Bisogna partire da qui, da una riflessione profonda su quale idea di donna si coltiva nelle famiglie, nei luoghi di lavoro, nel sistema economico, nel contesto sociale. Un’idea evidentemente proprietaria, che ci nega libertà, autonomia, soggettività”.

“Per sconfiggere questa concezione malata, per consegnarla definitivamente al passato – proseguono - dobbiamo a partire dalla scuola, il motore essenziale dell’educazione delle nuove generazioni e da lì irradiare i valori di rispetto, di convivenza, di valorizzazione delle diversità all’intera società”. “Poi ci sono la politica e le scelte concrete delle Istituzioni – insistono – che fanno molto meno, troppo meno di ciò che devono. E non solo sul piano legislativo, perché questa battaglia non si vince esclusivamente sotto il profilo del diritto penale, ma soprattutto sul piano delle risorse che vengono destinate ai centri anti violenza, ai consultori, alla medicina di genere, solo per fare qualche esempio”.

“Non certo per ultimo – concludono le lavoratrici e le sindacaliste – arriva il nodo, da sciogliere, dei diritti sociali negati. Il diritto a un lavoro dignitoso, all’indipendenza economica, all’opportunità di affermare il proprio talento, senza i quali nessuna liberà civile sarà effettiva. Sono problemi che riguardano anche un territorio ricco come il Veneto, che sull’occupazione femminile è lontanissimo dalla media europea e sulla disparità salariale è tra le peggiori regioni italiane. Contiamo quest’anno 10 vittime, che vogliamo ricordare nome per nome: Victoria, Antonia, Dorina, Bruna, Maria, Chiara, Rita, Dorjana, Alessandra, Natalina. E gli episodi di minaccia, di sopraffazione, di violenza sono impossibili da quantificare, ma sono comunque numerosissimi. Contro tutto questo ci mobilitiamo giovedì prossimo, ma la nostra mobilitazione non ha data di scadenza, si fermerà quando le cose riusciremo a cambiarle davvero”.

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