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Su un’isola artificiale della laguna di Venezia, i ricambi del Mose marciscono all’aria aperta

L’ultima vergogna sono tubi e materiali metallici arrugginiti e accatastati davanti a Treporti, dove c’era stata un anno fa l’inaugurazione in pompa magna alla presenza dell’ex premier Conte. Per completare l’opera saranno necessari altri due anni e oltre un miliardo di euro in più. I tecnici denunciano “sprechi e cialtronerie”

VENEZIA. Altri due anni di ritardo sulla fine dei lavori. Un miliardo di spesa in più. I cantieri fermi da mesi e la manutenzione che non parte, con la corrosione sott’acqua che avanza. Lo scandalo Mose non finisce mai. Le tangenti, gli sprechi, i ritardi, gli errori. Adesso l’incuria e la mancata manutenzione, che ne mettono a rischio il funzionamento nel prossimo futuro, proprio mentre la stagione delle acque alte si avvicina e Venezia è ancora indifesa.

L’ultima vergogna sono tubi e materiali metallici arrugginiti e accatastati all’aperto nell’isola del Mose di Treporti.

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