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No vax, venetisti, salviniani: ad un anno dal trionfo Zaia sotto attacco nei social

Il governatore sconta il sostegno a vaccini e Green pass ma resta il più popolare d’Italia. I mancati progressi dell’autonomia e, sullo sfondo, la lotta in Lega in vista dei congressi

VENEZIA. Un anno fa, esaurita la prima ondata di contagi e lockdown, l’elettorato veneto celebrava il «rito di ringraziamento» (l’espressione sagace è del politologo Paolo Feltrin) tributando al timoniere Luca Zaia il 76,7% dei voti.

Un plebiscito senza precedenti in settant’anni di storia del regionalismo italiano e una popolarità, quella del governatore, prossima al culto della personalità.

«Presidente, ci salvi lei», la supplica delle delegazioni peregrinanti all’unità di crisi a Marghera nei giorni dell’emergenza, con l’audience stellare dei punti stampa in diretta tv e la gratitudine della popolazione lesta a versare in fiducia 60 milioni di euro (sic) sul conto corrente solidale della Regione.

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