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La maestra trevigiana no vax è ricoverata nel reparto di terapia intensiva a Mestre

Intubata, le sue condizioni sono molto gravi. Quarantacinque anni, diceva: «Di Covid muoiono i vecchi. Vi avviso. Tutti quelli che si vaccineranno moriranno»

laura berlinghieri

MESTRE-TREVISO. Ai suoi studenti della primaria Giovanni XXIII di Treviso diceva che il Covid non esiste e che la mascherina non serve. È ricoverata nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Mestre Sabrina Pattarello, la maestra no mask e no vax, a metà gennaio al centro di una bufera per le sue posizioni negazioniste, continuamente esternate in classe con i suoi giovanissimi studenti.

Un braccio di ferro, quello con i genitori dei bambini, che si era concluso con il licenziamento in ...

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MESTRE-TREVISO. Ai suoi studenti della primaria Giovanni XXIII di Treviso diceva che il Covid non esiste e che la mascherina non serve. È ricoverata nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Mestre Sabrina Pattarello, la maestra no mask e no vax, a metà gennaio al centro di una bufera per le sue posizioni negazioniste, continuamente esternate in classe con i suoi giovanissimi studenti.

Un braccio di ferro, quello con i genitori dei bambini, che si era concluso con il licenziamento in tronco della maestra. O, meglio, con la risoluzione anticipata del contratto a termine che Pattarello aveva firmato, ironia della sorte, proprio come insegnante aggiuntiva, parte del contingente Covid. Ma a motivare il licenziamento non sarebbe stato il suo comportamento in classe, ma un colpo di scena finale: la maestra era priva del necessario diploma magistrale. Tant’è.

Pattarello si presentava in aula senza mascherina, diceva che il virus è come un’influenza e che, comunque, «di Covid muoiono solo i vecchi». 

Quarantacinque anni, da una manciata di giorni si trova nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Dell’Angelo di Mestre, dove è stata trasferita dopo il ricovero in area medica.

Intubata, le sue condizioni sono molto gravi. Pattarello aveva deciso di non vaccinarsi e su Twitter, nell’estate 2020, scriveva: «Vi avviso. Tutti quelli che si vaccineranno moriranno».

Era solo uno dei tanti deliri che si leggevano scorrendo il suo profilo social, ora cancellato, tra le manifestazioni di solidarietà a Trump per la frode subita alle presidenziali e i post dedicati a Bill Gates e all’immunologo statunitense Anthony Fauci, accusati di aver fabbricato il virus. Originaria di Spinea, nel Veneziano, ma residente a Marghera, Pattarello era stata assunta a fine novembre, come supplente e insegnante di sostegno.

Le era stato assegnato un incarico a tempo determinato nella primaria a due passi dalle Mura di Treviso, proprio per aiutare l'organico già in servizio, viste le maggiori necessità motivate dal Covid. Ma subito, in classe, la maestra aveva iniziato a indottrinare i giovani studenti, negando la gravità del virus e invitando - quasi imponendo - i piccoli a togliersi la mascherina, proprio come faceva lei.

Sono bastati pochi giorni. I bambini sono tornati a casa, raccontando spaesati alle famiglie quello che avevano appreso dalla nuova maestra, le indicazioni così distanti da quelle che, da mesi, ricevevano da mamma e papà. Le reazioni dei genitori sono state immediate, tanto da spingere il sindaco di Treviso Mario Conte e la Polizia locale a presentarsi a scuola, una mattina.

Dopo la comunicazione inviata al prefetto Maria Rosaria Laganà, veniva aperto un procedimento disciplinare nei confronti dell'insegnante. Ma le proteste dei genitori non si sono concluse con l’intervento del sindaco. Dopo l’episodio, Pattarello aveva deciso di mettersi in malattia fino a Natale.

Venuti a sapere del suo ritorno a scuola, concluse le ferie, i genitori sono andati su tutte le furie e, per questo, una mattina si sono presenti davanti all'istituto, prelevando i figli che erano in classe e portandoli a casa, in segno di protesta, tre ore prima della fine delle lezioni.

La maestra era tornata, questa volta indossando una visiera. Sosteneva di non poter portare la mascherina a causa di alcuni problemi respiratori. Adesso è intubata nel reparto di Terapia intensiva dell'ospedale Dell'Angelo. Insieme a lei, soltanto altre due persone.