L’ostetrico delle tartarughe di Jesolo: che emozione vederle nascere, misurarle e pesarle

Il dottor Diego Cattarossi, direttore scientifico del parco zoologico “Tropicarium Park” di Jesolo e veterinario incaricato dall'Usl 4 di fare da “balia” ai neonati di Caretta Caretta. Per ora sono 9

JESOLO. “Il mio supporto veterinario finale è stato possibile grazie allo straordinario lavoro di squadra dei preparatissimi colleghi dell'università di Padova e dei 200 volontari delle associazioni animaliste e ambientaliste che hanno vigilato sul nido per nove settimane. Con grande orgoglio ho accettato di favorire la schiusa delle uova di tartaruga Caretta caretta sull'arenile del Lido di Jesolo”. Giubilo da parte del dottor Diego Cattarossi, direttore scientifico del parco zoologico “Tropicarium Park” di Jesolo e veterinario incaricato dall'Usl 4 di fare da “ostetrico” ai neonati di tartaruga marina, chiamato negli ultimi giorni a vigilare sui momenti finali più rischiosi della schiusa delle tartarughine marine che nasceranno dalle 82 uova deposte sull’arenile del Lido di Jesolo. 

Il veterinario mentre pesa una tartarughina 

“Quando il direttore del servizio veterinario dell'Usl 4, Rodolfo Viola, mi ha chiesto di vigilare sui momenti clou della schiusa” confessa Cattarossi “sono stato ben felice di poter partecipare a questa missione di tutela marina della nidiata di una tartaruga marina Caretta caretta nella spiaggia di Jesolo avvenuta il 9 luglio scorso”.

“La data presunta della schiusa dopo 60 giorni di incubazione era già stata superata” spiega Cattarossi “quando si è creato l'avvallamento sulla sabbia i piccoli hanno cominciato ad uscire. Il mio compito a staffetta con i veterinari dell'università di Padova era pesare gli animali appena usciti, risultati tutti fra i 12 e i 14 grammi, e misurare la dimensione del loro carapace (guscio) lungo circa 5 centimetri”. 

Il dottor Diego Cattarossi

Ma come è avvenuta la schiusa? “Le loro testoline sono uscite per prime dal guscio” racconta Cattarossi “e in circa 10-15 minuti, facendo leva sulle zampe posteriori, i piccoli sono riusciti a uscire dall’uovo con tutto il corpo. A quel punto è iniziata la loro camminata istintiva verso il mare fondamentale per la specie perché serve a memorizzare per sempre dove si trova la spiaggia della schiusa permettendo alle femmine di tornare a deporre le uova dove sono nate”. Finora sono nove i piccoli di tartaruga che dalle 20:18 di mercoledì in poi hanno preso la via del mare monitorati e accompagnati dal Cert dell’Università di Padova, dai biologi di Arpav, sotto gli occhi vigili dalla Capitaneria di Porto dell’ufficio circondariale marittimo di Jesolo e con il continuo supporto dei volontari delle associazioni Legambiente, Sea Shepherd, Museo di Jesolo, Marevivo, WWF, Plastic Free coinvolgendo oltre 200 persone.

“Per facilitare l'ingresso delle tartarughine in mare abbiamo creato un corridoio di sabbia” conclude Cattarossi “con due file ai lati di volontari a proteggerle. Il loro passaggio sull'arenile lungo 10-15 metri è stato monitorato utilizzando una luce rossa, che non disturba i loro occhi, posizionando invece lato mare una luce bianca come attrattiva della direzione corretta. Su quel tratto di lungomare abbiamo anche fatto spegnere i lampioni proprio perché la loro luce avrebbe potuto disorientare i piccoli di tartaruga che ne sarebbero stati attratti”. Il direttore scientifico del Tropicarium Park di Jesolo, Diego Cattarossi, ora fornirà supporto veterinario sull'arenile per tutta la durata della schiusa delle uova, di supporto al vigile monitoraggio dei medici veterinari del gruppo operativo di intervento sugli spiaggiamenti del Dipartimento di Biomedicina Comparata e Alimentazione dell'Università di Padova (Cert) e di Arpav.

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