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Terremoto Camorra a Bibione, tra gli arrestati il presidente Ascom Morsanuto: tutti i nomi

Dal presidente dell’Ascom a imprenditori e commercianti. Otto degli arrestati provengono dalla Campania, ma sono residenti a Nordest, mentre l’unico originario del luogo è Giuseppe Morsanuto, che risiede a San Michele al Tagliamento ed è l’attuale presidente dell’Ascom di Bibione

 BIBIONE. Sono nove le persone arrestate per estorsione aggravata dal metodo mafioso nell’operazione portata a compimento mercoledì 15 settembre a Bibione, San Michele al Tagliamento e Portogruaro, dagli uomini della Direzione investigativa antimafia coordinati dalla procura di Trieste.

Si tratta di rappresentanti delle cosche “scissioniste” della camorra napoletana che fanno parte della galassia del clan Di Lauro e di loro sospetti fiancheggiatori alcuni dei quali professionisti e imprenditori del portogruarese.

Il più conosciuto è il presidente dell’Ascom, l’assosciazione bibionese dei commercianti, Giuseppe Morsanuto, 55 anni, residente a Bibione in via Pineda.

IL RITRATTO Chi è Giuseppe Morsanuto, il presidente Ascom arrestato nel blitz (Qui l’articolo della Nuova Venezia, qui della tribuna di Treviso, qui del Corriere delle Alpi)

Con lui l’uomo ritenuto il capo della cosca, Pietro D’Antonio, 60 anni, nato a Cercola e residente a Latisana, in provincia di Udine, attaccato a Bibione.

Assieme a lui il figlio Renato D’Antonio, 27 anni, di Concordia Sagittaria, via Battisti, e il nipote  Beniamino 39 anni, residente a San Michele al Tagliamento in via Curiel.

Seguono, Gennaro e Salvatore Carrano, padre e figlio, napoletani ma trasferitisi da anni in zona.

Il primo abita a Bibione, in via Maya, in una villetta perquisita all’alba. Il secondo abita a Latisana in via del Sole.

Napoletani sono anche Raffaele e Salvatore Biancolino. Il primo ha trasferito la residenza a San Michele in via Croce del Sud, il secondo l’ha mantenuta a Napoli e fa lunghi soggiorni a Bibione.

RETROSCENA Dagli specialisti finanziari ai cani che fiutano contanti e armi, la banda aveva un tesoretto (qui per Nuova Venezia, qui per tribuna di Treviso, qui per Corriere delle Alpi

Ultimo arrestato è Zefferino Pasian, 55 anni, pluripregiudicato titolare di un’azienda agricola a Concordia in via Noiari.

Le perquisizioni hanno interessato le abitazioni, i negozi e alcuni magazzini di proprietà o riconducibili agli indagati e sparsi tra Lignano, Latisana, Pordenone, Sesto al Reghena, Portogruaro e, appunto, Bibione.

L’obiettivo delle condotte intimidatorie contestate agli indagat è  stato quello di ottenere un diretto controllo delle attività commerciali e condizionare così il libero mercato e lo sviluppo economico e sociale della località turistica.

Per farlo, il gruppo di commercianti – di cui almeno uno contiguo ad ambienti della camorra – non avrebbe esitato a minacciare gli altri ambulanti autorizzati a partecipare alla fiera settimanale di Bibione.

Blitz anti camorra a Bibione: perquisizioni in case, negozi e ristoranti, ecco dove

Manifestazione dalla quale, nel 2020, erano stati estromessi, per non avere pagato le quote all’associazione che la organizza. Da qui, la violenta reazione e la serie di episodi che gli investigatori hanno documentato attraverso pedinamenti e intercettazioni telefoniche e ambientali.

In un’occasione, per esempio, alcuni degli indagati avrebbero adoperato un camion per bloccare l’accesso al mercato e impedire così agli ambulanti di allestire i propri stand. E a quelli che, nonostante le minacce, avevano continuato a lavorare alla fiera, avrebbero continuato a presentarsi davanti alla bancarella mostrando il pugno sulla mano aperta.

Camorra a Bibione, arrestato il presidente Ascom Morsanuto: ecco la perquisizione

«Particolarmente significativi - sottolinea la Dia - alcuni episodi in cui sono state organizzate spedizioni punitive con armi nei confronti di chi non sottostava all’egemonia imposta dal capo del gruppo criminale anche in altre manifestazioni fieristiche del litorale friulano-veneto». Le indagini sono coordinate dal pm distrettuale Massimo De Bortoli.

«Il mio ringraziamento alla Dia, alla Guardia di finanza ed alla Dda di Trieste per l'operazione che ha visto decine di arresti per estorsione aggravata dal metodo mafioso nel Veneto orientale e nel Friuli Venezia Giulia». Lo dice il presidente della commissione Antimafia, Nicola Morra, dopo gli arresti scattati a Trieste.

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