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Jesolo, vietati i risciò in via Bafile: i noleggiatori perdono il ricorso

Il Comune aveva imposto lo stop ai mezzi a tre o più ruote per ragioni di sicurezza. Il Tar conferma la misura. L’assessore Perazzolo: hanno vinto gli interessi di tutti

JESOLO. Risciò vietati sulla pista ciclabile, il Tar dà ragione al Comune. Respinto il ricorso dei noleggiatori di Jesolo impegnati in un continuo braccio di ferro con il Comune.

È confermato così il divieto alla circolazione di risciò e mezzi similari disposto con un’ordinanza dell’amministrazione lo scorso luglio, in piena stagione estiva. La sentenza riguarda risciò e veicoli simili dotati di tre o più ruote in ogni fascia oraria lungo la ciclabile di via Bafile e le sue prosecuzioni.

Il provvedimento era stato firmato il 31 luglio, entrato in vigore dalla metà della settimana successiva con l’obiettivo di risolvere problemi di sicurezza legati al transito di queste specifiche categorie di veicoli.

Vietata la circolazione lungo la ciclabile del Lido di Jesolo realizzata sulle vie Bafile, Trentin, Foscolo, Verdi e dei Mille e sulle fasce centrali delle piazze Mazzini, Aurora, Marina e Nember. L'ordinanza è frutto di un’istruttoria tecnica avviata dagli uffici su indirizzo del Consiglio di Stato. Il massimo organo della giustizia amministrativa aveva emesso una sentenza di annullamento della precedente disposizione di divieto emanata dal Comune nel 2019, invitando l’ente a verificare le condizioni di sicurezza per il transito lungo la ciclabile di velocipedi e tre o più ruote.

Effettuati tutti gli accertamenti era stato calcolato che la dimensione della pista, soprattutto in larghezza, non permetteva l’incrocio o l’affiancamento sicuro dei veicoli in questione se non invadendo la sede stradale che durante le ore serali estive diventa Zona a Traffico Limitato, abbreviato Ztl, con notevole presenza di pedoni.

Il Tar ha dunque esaminato tutti gli aspetti dell’ordinanza comunale e, in particolare, la completezza dell'istruttoria. Infine, la congruità del divieto di circolazione dei velocipedi proprio in relazione all’accertata insufficiente larghezza di diversi tratti della pista ciclabile interdetta al traffico. I risciò hanno una larghezza maggiore rispetto ai velocipedi a due ruote e non consentono in caso di incrocio con altri veicoli una situazione di sicurezza. Il Tar non ha inoltre rilevato elementi di “discriminazione o di illogicità” verso i risciò. L'ordinanza sarà pertanto riproposta anche la prossima estate.

«Nessuno ha vinto e nessuno ha perso» ha commentato l'assessore al Commercio Alessandro Perazzolo, che ha seguito la vicenda pedalata dopo pedalata con gli uffici, «non era questa una sfida con il Comune. Noi abbiamo agito unicamente a tutela della sicurezza lungo la pista ciclabile nell'interesse di tutti».

I noleggiatori hanno dovuto prendere atto della sentenza. Ci sono state diverse sanzioni per la circolazione dei risciò sulla pista ciclabile, ma anche proteste per i mancati controlli e tanti hanno segnalato le infrazioni che continuavano nel corso dell'estate. 

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