Camorra, la base del clan in una pizzeria acquistata con i fondi Covid: 10 arresti

Polizia e Guardia di Finanza sgominano un gruppo criminale con tentacoli anche nel Veronese

VERONA. Arrivavano anche a Verona i tentacoli del gruppo criminale che da Firenze agevolava un clan camorristico attivo a Salerno e al quale erano da ricondurre una pluralità di illeciti, commessi in diverse occasioni.

E' quanto sarebbe emerso dalle indagini condotte da polizia e guardia di finanza, coordinate dalla Dda di Firenze.

All'alba del 10 settembre è scattata l'operazione ha portato nel capoluogo toscano e in alcune località delle province di Salerno, Prato, Latina, Verona e Potenza all'esecuzione di dieci arresti, di cui sette in carcere e tre ai domiciliari, disposti dal gip del tribunale di Firenze, e tre denunciati.

Misura cautelare di interdizione dall'esercizio dell'attività professionale per un commercialista di Prato e un consulente del lavoro di Nocera Inferiore (Salerno).

Indagato anche un minorenne, sottoposto alla misura del collocamento in comunità. Disposto il sequestro preventivo di conti correnti e somme di denaro.

I reati contestati agli indagati sono quelli di associazione a delinquere, con l'aggravante mafiosa, finalizzata alla commissione di reati contro il patrimonio, ricettazione, furto, detenzione e porto abusivo di armi da fuoco ed esplosivi, violazione della normativa in materia di immigrazione, all'indebita percezione di erogazioni pubbliche, nonché al riciclaggio e al reimpiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita.

Le indagini, avviate nel luglio del 2020, avrebbero accertato che il presunto gruppo criminale era stato creato da due fratelli.

La base del gruppo era una pizzeria a Firenze, acquistata anche con contributi per l'emergenza Covid ottenuti indebitamente poco dopo l'inizio della pandemia, gestita dal fratello di un presunto capo clan, usata anche per lo stoccaggio dei proventi degli affari illeciti.

I presunti affiliati, sempre secondo le risultanze delle indagini, si riunivano quasi ogni giorno nella pizzeria finita poi al centro di una guerra tra clan, culminata con l'esplosione di una bomba carta davanti al locale il 23 febbraio del 2021. Azione che sarebbe stata messa a segno da esponenti di un clan camorristico, appositamente arrivati dalla Campania.

A carico del gestore della pizzeria e di altri presunti sodali sono state infine rilevate responsabilità in tema di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina "per aver tentato di procurare illegalmente l'ingresso sul territorio nazionale di cittadini extracomunitari". Coinvolti non meno di 15 cittadini extracomunitari, prevalentemente provenienti dal Bangladesh, ai quali erano richiesti 1.500 euro per ogni pratica di false assunzioni sia nella pizzeria ritenuta base del gruppo criminale che in altri esercizi commerciali. 

I provvedimenti sono stati adottati all’esito di indagini coordinate dal Sostituto Procuratore Distrettuale di Firenze Leopoldo De Gregorio ed eseguiti congiuntamente dalla Squadra Mobile della Questura di Firenze e dal Gico (Gruppo di Investigazione sulla Criminalità Organizzata) della Guardia di Finanza di Firenze, in collaborazione con il Servizio Centrale Operativo, con le Squadre Mobili di Salerno, Potenza, Verona, nonchè con lo Scico e con i Comandi Provinciali della Guardia di Finanza di Salerno, Prato e Latina.

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