Dopo l’orzo il luppolo coltivato nel territorio Ecco la via veneta alla birra a km zero

Attivi 104 produttori artigianali, un terzo dei quali autosufficiente In crescita i brewpub e nel Rodigino sta per sorgere un maltificio

VENEZIA

Veneto a tutta birra per lasciarsi alle spalle la crisi: dopo il boom dei birrifici artigianali, 104 in tutta la regione, al secondo posto in Italia dietro la Lombardia, aumenta anche la produzione di orzo e si affaccia quella del luppolo. L’obiettivo dei produttori è arrivare a una filiera tutta veneta della birra, ottenuta per l’appunto con le materie prime coltivate “in casa”.


Una scelta premiata con 1,2 miliardi di euro dal Pnrr, che fino al 2026 destina la somma per i contratti di filiera del settore agroalimentare. L’obiettivo è favorire gli accordi per la trasformazione, la commercializzazione e la distribuzione di prodotti agricoli e agroalimentari, specie se di qualità certificata o biologici. Tra le filiere individuate spicca quella della birra artigianale con malto 100 per cento italiano.

Non solo, il Decreto “Sostegni bis” sostiene i birrifici artigianali, al di sotto dei 10 ettolitri l’anno, con un contributo di 23 centesimi per ogni litro di birra. Una boccata d’ossigeno per un settore che, dopo aver conosciuto una forte espansione nel decennio scorso con la proliferazione di decine di microbirrifici in tutta la regione, ha dovuto fare i conti con la brusca frenata imposta dalla pandemia e affrontare la ripresa fra incertezze e complicazioni, con un calo di almeno il 35% del fatturato.

A dare nuova linfa al settore, anche l’impulso nella coltivazione della materie prime, indispensabili per incentivare proprio la birra locale. Dei quattromila ettari di orzo distico coltivati nella nostra regione, ricorda Coldiretti Veneto, quasi il 10 per cento - oltre 350 ettari - sono destinati ai microbirrifici e il dato è in aumento. Intanto, si stanno affacciando anche i coltivatori di luppolo, ingrediente indispensabile per la birra ma ancora scarsamente prodotto in Italia, tanto che il 40 per cento di quello usato nei birrifici artigianali arriva dall’estero.

In provincia di Rovigo, informa la Coldiretti veneta, è stato presentato il progetto di un maltificio, grazie al quale rafforzare la filiera. Secondo i dati di Coldiretti dei 104 birrifici artigianali presenti sul territorio regionale il 30% è agricolo, con una coltivazione in proprio delle principali materie prime. Ad oggi sono 75 milioni i litri di birra prodotti in Veneto, il 13% del totale nazionale, con una varietà di gusti legata direttamente ai prodotti agricoli come la birra al radicchio rosso tardivo, al riso, al carciofo oppure aromatizzata alla canapa.

A guidare la classifica dei birrifici artigianali veneti è Treviso, con 27 aziende, seguito dalle 22 di Verona, dalle 17 di Vicenza e dalle 16 di Padova. In decisa ascesa i brewpub, locali nei quali viene servita la birra prodotta, per un consumo veramente a km zero.

«A favorire la diffusione della birra veneta» ricorda Alex Vantini, delegato dei giovani agricoltori di Coldiretti Veneto «anche la normativa regionale che premia gli agribirrifici in base alla qualità, al metodo di lavorazione ma soprattutto all’origine delle materie prime impiegate. Questa legge l’abbiamo ispirata noi, riteniamo strategico il provvedimento che in questi anni ha favorito l’occupazione nel settore specie degli under 35, promuovendo l’attività tra i giovani agricoltori e riconoscendo questa professione come connessa alla qualifica di imprenditore, creando così i presupposti del piccolo birrificio agricolo».

Proprio per sostenere la produzione tricolore di birra è stato promosso dalla Coldiretti il Consorzio Birra Italiana che garantisce l’origine delle materie prime, dal luppolo all’orzo e la lavorazione artigianale creando un rapporto più solido tra i produttori di birra e i coltivatori di orzo, luppolo e altre materie prime complementari. Il Consorzio rappresenta il 27% della birra artigianale prodotta in Italia, oltre il 51% del malto da orzo italiano e oltre la metà dei terreni coltivati a luppolo. —



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