Il caso Grafica Veneta, dall’impossibilità di trovare personale all’inchiesta per caporalato

Nell’aprile 2018 il patron Franceschi lamentava di cercare personale, ma di non trovarlo. Dopo quell’uscita, erano arrivati mille curricola. Ma come si è arrivati a forme di caporalato così violente?

PADOVA. Ventisei luglio 2021, le agenzie battono una notizia clamorosa, anticipando una conferenza stampa che si terrà da lì a poco: “Regolarmente assunti, tramite una società di lavoro interinale, ma sottoposti a turni di lavoro asfissianti, senza che l'azienda li fornisse di strumenti di protezione, poi vessati dai fornitori di manodopera, cui dovevano versare gran parte dello stipendio e, quando hanno osato reagire, rapiti, picchiati e legati. Scene da ordinario caporalato che però stavolta hanno visto come teatro il territorio tra il Veneto e il Trentino, e coinvolta un'azienda di prestigio nel campo editoriale, la Grafica Veneta Spa di Trebaseleghe (Padova), famosa per la stampa di best seller, come la saga di Harry Potter o la biografia di Barack Obama”.

Non è una azienda qualunque, Grafica Veneta. Così come non è un signor qualunque il suo presidente, Fabio Franceschi.

L’AZIENDA

Grafica Veneta stampa libri e ha una quota di mercato pari a circa il 60% in Italia e tra il 25-30% in Europa, in linea con una crescita che ha portato l’azienda veneta dai 3 dipendenti del 2000 ai 700 di oggi. L’azienda produce 400 milioni di volumi all' anno, 40 titoli al giorno, rifornisce più di 200 case editrici nel mondo

E’ uno dei più importanti player nel settore della stampa di libri, in Italia e in Europa con un importante stabilimento di circa 100.000 mq situato a Trebaseleghe e dotato delle tecnologie più avanzate. Grafica Veneta è 100% carbon free grazie al proprio impianto fotovoltaico che permette un risparmio di circa 7.000 tonnellate di CO2 all'anno. L’azienda ha ottenuto le più prestigiose certificazioni, sull'eco-compatibilità dei suoi processi produttivi, oltre che sulla qualità dei suoi prodotti ad ogni livello.

LA CRESCITA

Liviero Franceschi con il figlio Filippo

Il 30 marzo 2021 muore Liviero Franceschi, 69 anni, cugino del presidente Fabio Franceschi e considerato l’eminenza grigia e mente storica del nostro gruppo; per il presidente «è difficile dargli un ruolo perché uno soltanto sarebbe riduttivo per lui. Liviero era gran parte dell’azienda; fidato e pronto, conosceva tutti gli ingranaggi del sistema editoriale». Da sempre in azienda, fin dai tempi in cui la sede dello stabilimento era a Loreggia, Franceschi aveva lavorato a fianco della famiglia, prima con i fondatori Rino e Sergio e fino a ieri con il presidente Fabio.

Dal sistema linotype fino alle moderne tecniche digitali, Liviero Franceschi «ha sperimentato tutta l’evoluzione dell’editoria. Testimone attento delle dinamiche del mercato, riferimento per le case editrici che hanno accompagnato lo sviluppo dell’azienda, la sua scomparsa colpisce profondamente non solo la sua famiglia, la moglie Giovanna ed i figli Filippo e Silvia, ma anche tutti coloro che l’hanno conosciuto ed apprezzato per le doti umane e professionali» si lege in una nota del gruppo.

Un gruppo che, con Fabio Franceschi al comando, in soli 20 anni è arrivato al vertice europeo nel settore della stampa per l’editoria di libri, scolastica, commerciale e di riviste. Gli ultimi successi, in ordine di tempo, sono stati la fusione con il gruppo americano Lake Book grazie alla quale l’obiettivo è stampare 500 milioni di libri nel 2021 e la rapida riconversione, per produrre in un solo anno 300 milioni di mascherine chirurgiche.


SOS DIPENDENTI

Diciasette aprile 2018. «Su 25 posizioni aperte, in due mesi e mezzo abbiamo potuto assumere solo 4 nuove figure, un problema che rallenta il nostro piano di investimenti e tiene ferma una rotativa da 10 milioni di euro».

È questa la denuncia del patron di Grafica Veneta, Fabio Franceschi, che non si capacita delle difficoltà che la sua struttura di gestione del personale sta facendo nel reperire nuovi addetti alle rotative.

Potete leggere qui l’articolo completo. Articolo che scatena molte polemiche e discussioni soprattutto sui social. Il 28 aprile il blog ValigiaBlu esce con una inchiesta così intitolata “Imprenditori eroici vs giovani fannulloni: un format disonesto contrastato grazie alla mobilitazione sui social”. 

“Nella ricerca di personale le hanno provate tutte, dice il presidente di Grafica Veneta: «Dalle agenzie interinali, agli annunci, dal passaparola fino alle chiamate dirette fatte dal nostro direttore del personale a chi aveva lavorato qui anche solo per poche settimane: nessuno ci ha dato risposta. Molti ci hanno detto che erano già impegnati, altri che non avevano intenzione di lavorare su turni. (…) Mi domando che razza di paese sia quello in cui ci si lamenta della disoccupazione ma si rifiuta il lavoro».

“Offro lavoro vero, non sottopagato”

Forti di tutte le obiezioni, torniamo anche noi da Franceschi per un fact checking sul contratto offerto, qui trovate l’articolo

Un passaggio, tra i tanti.

Detto del contratto nazionale, non si può non sottolineare che Grafica Veneta non aderisce a Confindustria e dunque non ha il contratto di secondo livello. Dunque se i turni sono regolamentati dal Ccnl, il lavoro nei giorni festivi no.

«E su questi due punti abbiamo avuto qualche obiezione», ammette l’amministratore delegato Giorgio Bertan, «perché è vero che i festivi si fanno su base volontaria, ma in caso di necessità, un paio di volte all’anno, ci riserviamo di precettare i lavoratori per avere un numero di persone sufficienti a far lavorare una macchina».

Sui turni lo stesso Bertan ammette che «più candidati, compresi giovani al primo impiego, frenano quando si prospetta loro di lavorare di notte».

ANDATA E RITORNO

Bertan è stato addiruttura arrestato insieme a Giampaolo Pinton, 60 anni. I due dirigenti, secondo la Procura di Padova, erano a conoscenza della situazione di illegalità e dei metodi violenti usati dall'organizzazione per soggiogare e intimidire i lavoratori. 

Aldo Marturano, segretario generale della Cgil di Padova, aveva reagito così a quelle dichiarzioni: «Dire che i disoccupati non hanno voglia di lavorare è offensivo per i tanti che vivono quotidianamente questo dramma e per i tanti che hanno contratti precari - penso a tutto il settore della logistica - e non butterebbero via un’assunzione a tempo indeterminato».

Infatti dopo l’uscita del patron di Grafica Veneta, all’azienda di Trebaseleghe sono arrivati mille curriculum.  Mille curricula, eppure siamo finiti a un’operazione di polizia per caporalato. Come è stato possibile?

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