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Epsilon, la nuova variante Covid che spaventa: cosa ne sappiamo finora

Riproduzione grafica della proteina spike del sars-CoV-2 (foto Agf) 

Uno studio pubblicato sulla rivista Science la descrive come resistente sia agli anticorpi generati dai vaccini a Rna messaggero sia a quelli generati dall'infezione da virus SarsCoV2. Al momento è poco diffusa in Europa

VENEZIA. Dopo la variante Delta, c’è una nuova variante del Covid-19 che sta destando preoccupazione negli ambienti scientifici, con allarmi che circolano in rete e che la descrivono come capace di resistere anche ai vaccini. Viene chiamata variante Epsilon ed è ormai diffusa in poco meno di 50 Paesi.

La Epsilon si presenta con un bagaglio di mutazioni che l'ha fatta entrare nel gruppo delle varianti del virus SarsCoV2 che destano preoccupazione, le cosiddette Voc (Variants of concern).

A rilevare le mutazioni è la ricerca coordinata dal biochimico Matthew McCallum, dell'Università di Washington a Seattle, e pubblicata sulla rivista Science.

Identificata per la prima volta in California, la variante Epsilon è ancora poco diffusa in Europa e sono solo due i casi rilevati in Italia secondo la banca internazionale Gisaid, che raccoglie le sequenze genetiche dei virus.

Lo studio pubblicato su Science vuole sottolineare l'importanza del sequenziamento come una delle armi più importanti per contrastare la circolazione del virus.

L'analisi coordinata da McCallum si basa sull'analisi di 57 campioni, ha osservato ben tre mutazioni che la rendono resistente agli anticorpi e che si trovano sulla proteina Spike, l'artiglio che il virus usa per entrare nelle cellule. I dati indicano che, con le sue tre mutazioni, la variante Epsilon è resistente sia agli anticorpi generati dai vaccini a Rna messaggero sia a quelli generati dall'infezione da virus SarsCoV2.

Le osservazioni pubblicate si basano sull'analisi del plasma prelevato da 15 persone vaccinate con due dosi di Moderna, da 33 vaccinate con due dosi di Pfizer-BioNtech e da 9 che avevano avuto l'infezione da SarsCoV2.

Segnalata all'inizio del 2021 in California, in maggio la variante Epsilon era diffusa in altri 34 Paesi e secondo la banda dati Gisaid relativi alle ultime quattro settimane è ormai presente in 44 Paesi, dagli Stati Uniti alla Corea del Sud, all'India e al Giappone.

In Europa sono stati rilevati casi in Danimarca (37 casi), Germania (10), Irlanda e Francia (7), Olanda e Spagna (5), Svizzera (4), Norvegia (3), Svezia, Finlandia e Italia (2), Belgio (1).

C’è anche uno studio pubblicato sulla rivista Cell Host & Microbe, condotto dagli scienziati dell’Università di Kumamoto e dell’Università di Tokyo, che parla della mutazione L452R, che interessa la proteina spike di Sars-CoV-2, e che sembra in grado di eludere la risposta immunitaria umana e amplificare l’infettività del virus. La mutazione L452R è stata osservata nei due ceppi Epsilon e Delta del virus che provoca Covid-19. 

 Il team guidato da Chihiro Motozono ha condotto esperimenti immunologici e analizzato diversi ceppi di Sars-CoV-2, rilevando mutazioni nella regione della proteina spike che possono eludere l’immunità cellulare dell’antigene HLA-A24, che svolge un ruolo fondamentale nella protezione dell’organismo. Tra le variazioni potenzialmente associate a questa abilità, gli autori evidenziano Y453F, riscontrata nel ceppo B.1.1.298, prevalente in Danimarca nel 2020, e L452R, che interessa le varianti Epsilon e Delta.

Esaminando gli effetti di queste mutazioni sull’infezione e l’efficienza di replicazione del virus, i ricercatori hanno scoperto che L452R sembra in grado di amplificare l’infettività e la duplicazione dell’agente patogeno. «Questa caratteristica è stata osservata nella variante Delta - osserva Motozono - che si sta diffondendo in tutto il mondo. L452R può eludere l’immunità cellulare e amplificare l’infettività del virus. Abbiamo studiato attentamente la risposta immunitaria contro le varianti emergenti di Sars-CoV-2 in tempo reale per monitorare come le mutazioni possano influenzare l’immunità umana e l’infettività virale».

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