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Video No Vax in rete, infermiera sospesa a Treviso

Carmen Amadio, del distretto di Pieve di Soligo, aveva parlato al convegno pro Szumski contro la «dittatura sanitaria»

TREVISO. Infermiera attacca la vaccinazione anti-Covid in un video diffuso sui social, l’Ulss 2 la identifica e sospende. Carmen Amadio, infermiera del distretto di Pieve di Soligo, il 29 giugno aveva partecipato alla manifestazione del “Comitato Rieccardo Szumski! al Campofiera di S.Lucia di Piave – titolo: “Cure domiciliari e responsabilità di governo nella pandemia” – tenendo un applaudito intervento, con addosso una pettorina pro Szumski. «Non possiamo più accettare che i nostri dipendenti si mettano in antitesi alla vaccinazione violando il codice di comportamento aziendale con posizioni antiscientifiche e no vax. Da lunedì verrà sospesa» dice il direttore generale dell’Ulss 2, Francesco Benazzi.

Lei nega di aver ricevuto notifiche in merito. «Non ho avuto comunicazioni, mi dispiace. Spero di essere informata, prima che informino voi», dichiara Carmen Amadio. E una “prima assoluta” nella Marca che potrebbe fare da apripista per altre situazioni simili, anche in Veneto.

LA VICENDA

Nel caso della dipendente trevigiana no vax, l’Ulss 2 ha applicato la linea dura. Ma non per la mancata immunizzazione, bensì per le opinioni espresse contro la profilassi durante una manifestazione pubblica, riprese e finite sui social.

«Parliamo di una dipendente che opera nei servizi del territorio» prosegue il dg Benazzi «il video ci è stato segnalato, ce l’hanno girato. Quanto ha detto va contro il sistema sanitario e contro tutte le indicazioni fornite per supportare la campagna vaccinale anti Covid». L’infermiera Amadio non nega la partecipazione all’evento e commenta: «Vi avevamo cercato tanto, per avervi nelle piazze e non ci siete mai stati. Nessuno dell’ufficio personale mi ha contattata a colloquio, nessuna informazione, sono a casa in recupero di ore». La dipendente è in ferie. L’Ulss 2 fa sapere che domani tornerà il dirigente dell’ufficio Personale, che firmerà la sospensione dal servizio. Poi si insedierà la commissione disciplinare. «In base all’esito della commissione ci potrà essere la segnalazione all’ordine» puntualizza il dg Benazzi.

LE ESTERNAZIONI

I passaggi dell’intervento di Carmen Amadio finiti sotto la lente dell’Ulss sono molteplici. «Quando uno Stato invece di governare si impossessa di medicina, scienza e comunicazione, e a canali unificati come un mantra diabolico ripete da 18 mesi che il virus è la colpa di tutti i nostri mali.

Quando non consente un solo confronto televisivo con i veri scienziati, con i medici che hanno realmente operato con i sacri crismi della medicina ,che era nota da decenni curando e guarendo i malati di Covid a casa: evitando che fossero ricoverati e lasciati morire in quei letti di ospedale dove noi operatori sanitari li abbiamo assistiti e abbiamo portato le carezze che voi non avete potuto portare per colpa di questo Stato, che non definiamo più democratico perché siamo in una dittatura sanitaria» , aveva detto Amadio alla manifestazione.

E poi: «Io raccolgo gli eventi avversi, tanti mi telefonano, di tutte le età, persone con trombosi, ictus, dolori inenarrabili mai conosciuti: vanno dal medico e chiedono informazioni e il medico alza le spalle. Allora dico: medici, siete sicuri di quello che state facendo? Siete convinti di lavorare secondo scienza e coscienza o vi siete venduti a questo governo?».

E infine Amadio aveva fatto capire di non avere paura delle possibili conseguenze: «L’obbligo non toccherà neanche noi operatori sanitari, che piuttosto staremo a casa a pane e acqua».

GLI ALTRI CASI

Diversa strada ha preso invece il caso del dottor Riccardo Szumski, medico di base e sindaco di Santa Lucia, convocato in audizione pochi giorni fa dall’Ordine dei medici di Treviso. L’iter prevede che la relazione venga analizzata dalla commissione ordinistica per stabilire l’apertura o meno di un procedimento per violazione deontologica.

Sono infine In partenza 200 lettere di sospensione per altrettanti sanitari non in regola con l’immunizzazione. Tolleranza zero e querele per chi sui social offende i testimonial della campagna vaccinale dell’Ulss, Benazzi bolla gli odiatori come «infingardi leoni da tastiera».

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