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La folle notte di Jesolo: contro l’ordinanza anti-alcol, fuga dalle piazze e sballo in spiaggia. Il fotoreportage

Prima notte proibizionista con centinaia di ragazzi che hanno invaso la spiaggia fra musica, trasgressione e voglia di libertà. Bitta e superalcolici a volontà. All’alba, i resti dei festini negli stabilimenti violati. La preoccupazione degli esercenti. Il sindaco Zoggia: «Gioventù con evidenti problemi»

JESOLO. Osservati speciali. Piazza Mazzini il sabato sera all’imbrunire sembra un set cinematografico in cui protagonisti sono i giovani arrivati da tutto il Veneto. Li osservano le forze di polizia, ma anche i turisti in passeggiata. Le risse, le denunce per spaccio, gli ubriachi, hanno fatto notizia in queste settimane e così capita di vedere anche famiglie e coppie che vengono a curiosare all’accesso al mare.

Non si capisce bene se vogliano sfidarli per dimostrare che la spiaggia non è proprietà di queste orde di scapestrati, oppure se siano affascinati dallo spettacolo.

Il primo weekend in cui è entrata in vigore l’ordinanza anti alcol già dalle quattro del pomeriggio di sabato è stata una prova difficile, sospesa tra proibizionismo e trasgressione. È una generazione soffocata dal lockdown che adesso si sta sfogando. Non hanno discoteche e locali in cui trascorrere la notte e così la piazza e la spiaggia diventano il loro regno.

Tra piazza Mazzini e l’accesso al mare, dalle 23, è un via vai continuo. Ma lo spettacolo è in spiaggia, dove quasi tutto è permesso. Qualcuno nasconde una bottiglia sotto braccio, poi ci sono quelli che hanno sacchetti sigillati pronti per essere aperti.

Le forze dell’ordine schierate, tra polizia di Stato, carabinieri e polizia locale con le unità cinofile, sono rimaste in piazza o in varie zone “calde” del lido. Ma una valvola di sfogo deve pur esserci e così migliaia di giovani si sono riversati sull’arenile recintato di piazza Mazzini. Tanti sono di origine straniera, seconda generazione in Veneto. Ragazzi che arrivano da Trevio e Preganziol, ma anche da Mestre o Scorzè. Senegalesi, marocchini, nigeriani figli di immigrati che parlano italiano, parlano il dialetto veneto. Che si mescolano come e con tutti gli altri, ragazzi e ragazze con in testa più l’idea dello sballo che del divertimento.

L’ordinanza che vieta l’alcol all’aperto dopo le 16, ha avuto i suoi effetti, tuttavia si intravedono bottiglie di vetro, birre, si annusa odore sospetto di fumo acre e speziato. I ragazzi scavalcano la recinzione per ritrovarsi sotto gli ombrelloni, seduti sui lettini in un grande bivacco sulle note dei rapper più conosciuti.

«È una gioventù che ha indubbiamente dei problemi», commenta il sindaco, Valerio Zoggia, che ha voluto vedere con i propri occhi cosa sarebbe accaduto dopo l’ordinanza. «Non hanno regole, sono scatenati e si vede. Con questa ordinanza abbiamo cercato di dare un primo segnale. Il Prefetto la voleva ancor più severa, altro che dalle 16. Vedremo, la situazione non è facile».

E, infatti, dopo l’una di notte quando le forze di polizia iniziano a diradarsi, riprendono grida e frastuono in tutta la zona. «Servono i controlli», dice il consigliere comunale e albergatore, Venerino Santin, «basta che si allentino perché regni il caos totale con tutti i rischi che comporta». Sarà un’altra estate con presidi militari in una località di vacanza. «L’ordinanza non ha funzionato», polemizza Christofer De Zotti, esponente di spicco dell’opposizione in Consiglio, «perché dalle quattro del pomeriggio, a pagarne le conseguenze sono stati i padri di famiglia che non potevano bere lo spritz sotto l’ombrellone, mentre abbiamo i ragazzi che si portano da bere nel baule dell’auto».

Ormai la movida è automaticamente considerata cattiva. Qualcosa è andato perduto in questi anni ed è vero che ci vorrebbero psicologi al posto dei poliziotti per capire come evitare di perdere questa generazione. 

ClaudioVianello(c)

Ore 5.20 del mattino arenile Mazzini - ClaudioVianello2021

Ore 5.22 i divieti ci sono chi li applica no - ClaudioVianello2021

Più che spritz la notte della peroni e superalcolici a gogò - ClaudioVianello2021

 Ore 5.50 lciò che resta della notte da sballo in spiaggia - ClaudioVianello2021

Arenile Mazzini una cloaca a cielo aperto - ClaudioVianello(c)

IMG_20210613_061106 dulcis in fundo lo zainetto rubato - Claudio Vianello

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