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Si torna a parlare della Via del Mare, sindaci divisi sul pedaggio

Contrari quelli dell’entroterra, possibilisti Jesolo e gli altri costieri. De Berti: «Sarà gratis per chi abita negli otto Comuni attraversati». La storia delle due cordate, tra inchieste e scandali

JESOLO. L’apertura delle buste per i lavori alla “Via del Mare” da Meolo a Jesolo è ora il momento più atteso. Bisognerà capire se le offerte delle società in corsa più di sei anni fa siano ancora valide e alla portata, alla luce dei cambiamenti di questi anni, visto che la Regione aveva messo in gara l’opera nel lontano 2014.

LE BUSTE

Le proposte erano inizialmente quattro, due delle quali poi ritirate. Anche il presidente della Regione Luca Zaia, ieri a Jesolo per presentare la Blu Zone sulle spiagge della costa, ha parlato della prossima apertura delle buste, propedeutica ai lavori che richiederanno un periodo di almeno un paio d’anni. E se non ci saranno ricorsi, e le proposte saranno ancora percorribili, si potrà iniziare a parlare di tempi già entro agosto. In caso contrario, la Regione dovrà pensare a una nuova gara.

LE CORDATE

La due cordate che si contendono la Via del Mare sembrano intrecciarsi nella loro storia e destini. Da una parte c'è “La strada del Mare Srl” che è la società promotrice dell’opera e che all’apertura delle buste avrà in ogni caso un diritto di prelazione sul project financing da 200 milioni di euro. È formata da Adria Infrastrutture al 20%, che ha goduto a suo tempo dei buoni uffici di Chisso e Galan, che aveva come amministratore Claudia Minutillo.

La società risultava partecipata al 100% dalla Mantovani. Un altro 40% è dunque della società Strada del Mare Spa, formata da una ventina di imprenditori jesolani o che hanno investito a Jesolo, mentre il restante 40%o è del Consorzio Vie del Mare, formato dai costruttori, tra cui Mantovani, Carron, 3C, Rodighiero e altri.

Nell’altra busta, l’offerta del Gruppo Sis, concessionario unico della Pedemontana che fa capo alla società spagnola Sacyr riconducibile al colosso Repsol e alla famiglia Dogliani di Cuneo. Due cordate che si sono date battaglie legale perché, non dimentichiamo, che la Mantovani era in corsa anche per la realizzazione della Pedemontana, poi esclusa dall’appalto su ricorso di Sis. Zaia ha cancellato la maggior parte dei project che la Regione aveva in campo, ma è rimasto proprio quello della Via del Mare Meolo-Jesolo.

PEDAGGIO

È il tema più dibattuto sul territorio, soprattutto tra i sindaci. Quelli dell’entroterra sono contrari, mentre sul litorale sono possibilisti. «Al pedaggio diciamo no», spiega il sindaco di San Donà, Andrea Cereser, «pur consapevoli che la superstrada è un’opera che farà il privato, ma per l’importanza che ha e per il fatto che per buona parte insiste sul sedime di opera pubblica, la Treviso Mare, è opportuna resti gratuita. Il pedaggio, inoltre, riverserà su altre strade in sofferenza buona parte del traffico composto da quegli automobilisti che non vorranno pagarlo. Comunque resta in ogni caso alta la priorità per la realizzazione dell’opera».

Possibilisti sono i sindaci del litorale, Valerio Zoggia a Jesolo e Roberta Nesto, a Cavallino-Treporti. Loro sostengono che l’importante è che l’opera sia realizzata e che sia garantita la gratuità per i residenti sui territori attorno all’infrastruttura viaria super veloce. Non sarà certo grave se i turisti pagheranno uno o due euro per filare veloci verso le spiagge.

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Meolo pronta alle barricate: «Il traffico ricadrà su di noi»

Daniele Pavan sindaco di Meolo

Nell’entroterra la Via del Mare non piace a tutti. La contrarietà è più forte a Meolo, il paese dal cui casello autostradale partirà la superstrada e che teme di subirne tutte le ricadute. Tanto che in molti si dicono pronti alle barricate. Il sindaco Daniele Pavan, a capo di un’amministrazione di centrodestra, si appella a Zaia.

«Ho piena fiducia nel presidente Zaia, che sicuramente sarà attento anche alle indicazioni che, come sindaci dei territori, gli abbiamo presentato nella nostra lettera», commenta Pavan, «sono fiducioso sul suo operato che, nell’avanzamento di questo iter, terrà conto delle nostre esigenze». Pavan si era fatto promotore di un documento comune tra i sindaci, in cui si diceva no al pedaggio e sì alla messa in sicurezza della Treviso Mare e dei suoi incroci.

Durissima la posizione del Pd. «Ancora una volta la Regione ha perso l’occasione per affrontare seriamente il problema della viabilità nel Veneto Orientale», attacca Franco Piovesan, segretario Pd di Meolo, «eravamo in attesa di un masterplan e invece apprendiamo che l’assessore De Berti è soddisfatta che l’opera si farà grazie ai capitali privati. Non si preoccupa di spiegare che l’intervento dei privati risiede sullo stesso sedime già pagato dai cittadini con le proprie tasse e che ora grazie alla Regione si troveranno un’opera a pagamento con regole farraginose, vedi Pedemontana. Ribadiamo che non c’è l’interesse pubblico in quest’affare, ma un grande business solo per chi la gestirà. La strada regionale 89 deve rimanere non a pagamento. Piuttosto si pensi a risolvere la problematica della messa in sicurezza della strada, senza mettere in difficoltà i territori che attraversa».

L’assessore De Berti è attaccata per il mancato confronto con il territorio.

«Attendiamo ancora che De Berti venga a Meolo a spiegarci le ragioni per cui la Regione vuole proseguire con questo progetto sciagurato», attacca il consigliere di minoranza Giampiero Piovesan, «esprimo preoccupazione per le conseguenze negative che il progetto riverserà sulla nostra zona industriale, per non parlare delle attività produttive che saranno danneggiate dalla trasformazione in autostrada a pagamento della Sr 89. Altro rischio è che Meolo venga isolato e “saltato” proprio per la natura stessa dell’autostrada, oppure utilizzato come valvola di sfogo dagli automobilisti che non vorranno pagare il pedaggio». 

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De Berti rassicura: «L’autostrada sarà gratis per chi abita negli otto comuni»

Elisa De Berti, vicepresidentessa della giunta regionale

Dopo sette anni di silenzio la giunta Zaia ha deciso di rilanciare la “Via del Mare”, per collegare la A4 da Meolo con Jesolo: 19-20 chilometri di nuova autostrada. L’unico project financing lasciato in eredità da Giancarlo Galan che Zaia ha ripescato, dopo aver inaugurato la Pedemontana nel tratto Bassano-Montebelluna. La novità è che la Via del Mare sarà gratis per i residenti dei comuni veneziani. Doveva essere così anche per la Pedemontana, ma poi i patti con i sindaci sono saltati.

Vicepresidente Elisa De Berti, a che punto siamo. Finalmente si riparte?

«Si tratta di un passo avanti decisivo, la giunta regionale martedì ha approvato la convenzione che ha recepito le modifiche richieste dalla Corte dei Conti. L’iter è stato lungo, il Ministero ci ha dato l’ok definitivo a maggio, la delibera è andata al Cipe con la convenzione un anno fa e a causa di un errore materiale ha dovuto tornare al Cipe a dicembre. Con l’approvazione della convenzione abbiamo incaricato l’ingegner Elisabetta Pellegrini, che guida l’area infrastrutture, di nominare la commissione ad hoc che procederà con la valutazione delle due offerte e la successiva aggiudicazione. Tempi stretti, entro agosto».

Quando sono state presentate le offerte delle cordate, che sono Sis e Adria Infrastrutture-Consorzio Via del Mare?

«Bisogna fare un passo indietro al 2014. Noi ci siamo fermati l’anno dopo in seguito alle indagini penali avviate dalla magistratura: chiuso questo capitolo il provvedimento ha ripreso a correre. Il grosso scoglio da superare era la ricusazione del visto da parte della Corte dei Conti alla delibera che aveva approvato la vecchia convenzione. Ci hanno chiesto come atto preliminare la firma di una convenzione con Anas per le interferenze con la statale 14 Triestina e poi di eliminare l’allungamento della concessione come strumento di riequilibrio economico-finanziario del piano. Ora si può partire».

Che tipo di intesa avete trovato con i sindaci che temono l’impatto dell’autostrada sul loro territorio?

«Con i sindaci è tutto a posto, hanno chiesto l’esenzione del pedaggio ai residenti e così sarà».

Ma siamo sicuri, non è che poi succede come per la Pedemontana?

«Non capisco i loro dubbi. Nel bando questa clausola esiste da sempre e li voglio rassicurare. I sindaci di Meolo, Roncade, Musile, San Donà di Piave, Fossalta, Eraclea, Jesolo e Cavallino Treporti stiano tranquilli: i residenti di questi 8 comuni non pagheranno il pedaggio. L’opera costa 200 milioni, è lunga 19 km ed è interamente finanziata da capitali privati. Qualora gli introiti siano superiori all’equilibrio del pef presentato ci sarà la possibilità di riequilibrare le tariffe con le ulteriori risorse investite sul territorio. Il privato si è assunto i tre rischi contrattuali. Lasciamo lavorare i tecnici per la nomina della commissione che aprirà le buste del project». —

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