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Vaccini in Veneto, cinquantenni in ritardo: la fascia over 40 sarà anticipata

Il governatore del Veneto, Luca Zaia

Il governtatore Zaia ai coetanei: 65 mila posti liberi, fate presto o li destineremo ad altri, io ho prenotato per mercoledì 12 maggio

VENEZIA. «Se i vaccini bastano? No. Stiamo procedendo a scartamento ridotto, in magazzino abbiamo appena 178 mila dosi, incluse le 50 mila di AstraZeneca riservate ai richiami, e le prossime consegne di Pfizer e Moderna non arriveranno prima di mercoledì sera. Detto ciò, stiamo bruciando le tappe, la strategia è di tenere la macchina sotto pressione: nelle ultime ventiquattr’ore, nonostante la festività, abbiamo vaccinato 34.500 persone e domani, con quasi 2,1 milioni di somministrazioni, avremo raggiunto mediamente un veneto su due».

Luca Zaia aggiorna l’andamento della campagna e dall’unità di crisi a Marghera rivolge un appello alla «sua» fascia d’età, quella dei cinquantenni: «Da qui al 9 giugno abbiamo 65 mila posti liberi, affrettatevi a prenotare perché non manterremo a lungo questi spazi bianchi, la prossima settimana non escludo novità al riguardo, potreste ritrovarvi in coda». Dove l’allusione corre all’ipotesi, piuttosto concreta, di un’apertura anticipata alla coorte degli over 40, che il cronoprogramma di partenza collocava addirittura tra agosto e settembre.

A giugno scuole e forze dell’ordine

Per parte propria, il governatore ha già cliccato sul portale: «Riceverò la prima dose mercoledì 12, nel mio paese, Godega di Sant’Urbano, ho atteso il mio turno e prenotato autonomamente, senza aiutini né corsie preferenziali. Di sicuro non è stato complicato, ci avrò impiegato sì e no un minuto». A proposito di vaccini, l’assessore alla sanità fa sapere che la copertura dei lavoratori impegnati nei servizi essenziali – sospesa su indicazione del commissario all’emergenza Francesco Figliuolo per consentire la priorità alle fasce d’età più avanzate – riprenderà a partire da giugno: «Riguarda scuola, forze dell’ordine, militari, volontari, donatori del sangue, protezione civile», riepiloga Manuela Lanzarin; che in mattinata, sul versante delle case di riposo, ha trasmesso alle Ulss l’ordinanza ministeriale che ripristina le visite agli ospiti e le condiziona alla “green card” di vaccinazione completata, o all’avvenuta guarigione dalla malattia oppure al test negativo nelle 48 precedenti; «Quest’ultimo potrà essere svolto nel punto tamponi dei distretti autocertificandone l’esigenza», conclude.

Il coprifuoco e l’Arena di Verona

Detto che il citato Figliuolo farà capolino in Veneto giovedì 13 maggio, a tener banco è il confronto politico-amministrativo su tempi e modalità delle riaperture, con Matteo Salvini che si erge nuovamente alfiere dell’Arena di Verona: «Seimila spettatori fino a mezzanotte, è la richiesta della città, per mandare all’Italia e al mondo un messaggio di libertà e di ritorno alla vita», le parole del leader leghista. «Io credo che il vincolo del coprifuoco per i turisti in vacanza non debba rappresentare né un totem né un tabù, è una questione che va affrontata», fa eco Luca Zaia «un anno fa, pur in assenza di vaccini, sono state compiute scelte molto più coraggiose, oggi qualcuno mi critica affermando che antepongo il business alle terapie intensive ma io non ho mai detto di tornare a fare le sagre nelle piazze, servono misure di equilibrio».

Seconde dosi per i turisti in Veneto

Quanto all’eventualità di assicurare la seconda dose ai turisti in vacanza sul territorio - già circolata in alcune regioni ansiose di intercettare i flussi- il governatore non intravede particolari ostacoli: «In Veneto», afferma «siamo in grado di organizzarla senza problemi. Diverso il tema del vaccino agli stagionali, ossia a tutti i lavoratori del settore impiegati nel nostro circuito dell’accoglienza; è un obiettivo più complicato ma ci stiamo lavorando». —
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