Covid, lo sfogo di Zaia: “Se credete che abbiamo sbagliato, denunciatemi”

Il governatore del Veneto Luca Zaia

Dopo il caso di Report, il presidente della Regione Veneto è stato sentito in quinta commissione sanità in Regione. Ha ripercorso le tappe del Covid in Veneto, dal caso di Vo’, fino alla terza ondata. “Ora corriamo con le vaccinazioni”  

VENEZIA. Dalla zona rossa di Vo’ ai tamponi rapidi, dall’acquisto dei respiratori alle decisioni difficili, prese in attimo nel bel mezzo della tempesta Covid. Fino allo sfogo: “Se pensate che ci siano responsabilità, metteteci la faccia e abbiate le palle di andare in Procura a fare denuncia”

 Luca Zaia oggi, 4 maggio, ha preso la parola in Commissione sanità in Regione dopo il caso Report. La trasmissione aveva puntato il dito sul caso dei tamponi rapidi (quando il prof Crisanti denunciò che producevano 1 falso positivo ogni 3), poi gli asintomatici.

«Il Veneto è una mosca bianca, abbiamo cercato di buttare il cuore oltre l’ostacolo, ma non c’erano le istruzioni per l’uso – ha proseguito - Hanno sbagliato gli scienziati e nemmeno noi siamo perfetti. Non è facile gestire questa tragedia ma non potrò mai accettare che qualcuno accosti incuria, mancanza di rispetto o altro ai morti». «È stato un incubo questa vicenda ed ero convinto ci potesse essere una ’no-fly zonè ma siamo stati criticati per tutto: per la quarantena, per i pungidito, per i tamponi, per le scuole chiuse, per le fasce, per i tamponi... Accetto le critiche e tutto ma non esiste un accostamento malizioso tra morti e incuria. Se pensate ci siano delle responsabilità e degli errori finito il Consiglio metteteci la faccia una volta e abbiate le p... di andare in Procura a fare una denuncia»

La prima ondata. Il presidente Zaia ha ripercorso le tappe del Covid in Veneto: “Il 31 gennaio 2020 è nata la task force, che avrebbe dovuto decidere che fare se fosse arrivato il virus”. Zaia racconta di aver proposto il 3 febbraio la quarantena per i bambini che tornano dal carnevale cinese. “Fui accusato di razzismo, pensate invece quanti bambini fino a oggi poi furono messi in isolamento fiduciario: quasi 50 mila. Abbiamo avuto ragione anche lì” Il 21 febbraio inizia l’incubo, la fase delle decisioni: “Dovevamo accendere l’interruttore in una stanza buia. Quella sera ho deciso io, contro il parere della task force, di fare i tamponi tutti. Quei tamponi trovarono oltre 80 positivi asintomatici che furono isolati a casa. Chiusi scuole, chiese, teatri, il carnevale che era in corso. Abbiamo sospeso il Carnevale di Venezia.

«Quella sera sono stato io a decidere i 3.500 tamponi a Vò» dopo la morte di Adriano Trevisan. Lo dice il presidente del Veneto Luca Zaia parlando davanti alla quinta commissione del Consiglio Regionale sulla seconda ondata del Covid, come richiesto dalle opposizioni. «Quella sera - ricorda - si decise di fare i tamponi a tutti, mettendo le tende davanti all'ospedale e facendo di Schiavonia un ospedale Covid». Al professor Andrea Crisanti, sostiene il l Governatore, «va il merito della macchina per fare i tamponi» Siamo arrivati al 31 marzo con 2.400 ricoverati, primo aprile con 346 ricoverati in terapia intensiva. Abbiamo investito nelle assunzioni, eravamo senza mascherine e senza dispositivi, Grafica Veneta ce ne regala 15 milioni e sapete cosa è successo? Sono venuti i Nas.

Questo perché li avevo chiamati "dispositivi" ed era un termine improprio. Le spese sanitarie per il Covid «Le spese legate al covid dall’acquisto delle mascherine e dei respiratori della prima ondata in poi, è arrivata ormai a 700mln di euro». L’ha rivelato il presidente del Veneto Luca Zaia ripercorrendo le scelte e le decisioni della Regione dal 21 febbraio 2020 a oggi nel corso di una audizione in Consiglio regionale richiesta dall’opposizione a seguito dell’inchiesta andata in ondata la scorsa settimana su Report «Abbiamo assunto 5.068 dipendenti» ha poi aggiunto precisando che si tratta di circa 2mila medici, circa 2mila infermieri e i restanti Oo.Ss.

I tamponi rapidi. «Siamo stati i primi a parlare di tamponi rapidi, ma non è che siamo stati i primi perché dovevamo far così, ma perché il mondo intero corre più di noi: il mondo intero, quando noi approvavamo ufficialmente i tamponi rapidi di prima generazione, stava già pensando alla terza generazione». «Oggi il mondo intero pensa all'immunofluorescenza, pensa a tutta una serie di nuove tecnologie che stiamo acquistando - aggiunge - perché la diagnostica, l'abbiamo capito tutti, funziona così».

Zaia precisa che il Veneto è stato il primo «a sostenere la partita dei vaccini». «Siamo stati anche i primi - conclude - a sostenere che potessimo avere anche l'opportunità di comprarsi dei vaccini».

La seconda e la terza ondata. «In estate abbiamo avuto la seconda ondata: non ci ha riempito gli ospedali, con una marea di asintomatici - si veda il caso della caserma Serena a Treviso - che si sono negativizzati da asintomatici. Il 31 dicembre arriva il culmine dell'infezione autunnale: il rapporto ricoverati-terapia intensiva in questo periodo varia. Aumentano i ricoverati in area non critica, l'incidenza dei ricoveri pesa di più. Facciamo sequenziare dall'istituto Zooprofilattico delle Venezie il virus e scopriamo il 24 dicembre che da noi è arrivata la variante inglese. Ricordo ancora il momento in cui mi è arrivato il messaggio in cui si annunciava la presenza della variante inglese in Veneto. Dal primo gennaio la curva inizia a scendere per due mesi, poi l’inizio della terza ondata, che non è ancora finita.

La vaccinazione. «Noi governatori abbiamo in mano una tabella che ci dà le forniture per 200 milioni di dosi fino a dicembre 2021: il cambio di passo è che ci arrivano i vaccini, che erano esattamente quelli che ci avevano promesso». Lo sottolinea il Governatore del Veneto Luca Zaia parlando dell'andamento della campagna vaccinale. «Spero che si incrementi ancora di più - continua, parlando davanti all'Assemblea consiliare regionale - perché non è che stiamo vaccinato di più perché è cambiato qualcosa, vacciniamo di più perché ci mandano più vaccini, noi i nostri 60 centri vaccinali li abbiamo». Zaia sottolinea che i vaccini funzionano: «è crollata l'accesso in ospedale, ad esempio, degli over 80, che ormai abbiamo vaccinato al 96% - spiega - crolla quella dei settantenni che ormai sono vaccinati all'oltre l'80%». Il Presidente non nasconde di avere preoccupazione «per quelle che saranno le prossime vaccinazioni perché scesi sotto i 60 anni AstraZeneca non serve più a nessuno». «Fatte le seconde dosi nel mese di maggio e giugno - annuncia - noi passiamo ai 50-59 anni e andiamo di Pfizer o Moderna»

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