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Covid Veneto, arriva la terza ondata? Come difenderci: le risposte degli scienziati

Più di mille nuovi positivi al giorno. Dopo 53 giorni tornano a crescere anche i ricoverati in area non critica. Evoluzione più veloce della malattia. Il pericolo delle varianti. Le soluzioni? In assenza di una cura sicuramente efficace, solo i vaccini e il distanziamento 

VENEZIA.  «Dopo 53 giorni di calo continuo. da stamane il virus si presenta con numeri di positività sensibilmente maggiore, con numero di maggiori ricoverati». L'allarme lo ha lanciato il direttore generale della Sanità del Veneto, Luciano Flor. In Veneto tornano a crescere anche i ricoverati in area non critica (più 46 nelle ultime 24 ore) mentre quelli in terapia intensiva erano in aumento già da qualche giorno. Per la seconda volta negli ultimi giorni, inoltre, i nuovi positivi nelle 24 ore superano quota mille (oggi più 1.062). 

Chi non ha dubbi che siamo di fronte all'inizio della tanto paventata "terza ondata" del coronavirus è l'infettivologo Andrea Crisanti, che ha già avuto modi di mettere tutti sull'attenti domenica 21 febbraio, partecipando alla commemorazione di Vo' Euganeo (un anno di Covid) in collegamento video da Londra. «In Australia - ha ricordato Crisanti - per cinque giorni è stato messo in lockdown stretto uno stato di 2,5 milioni di persone e sono stati fatti 50-60 mila tamponi. Questa è la ricetta che altri Paesi hanno attuato, la lezione è stata appresa e ora stanno senza mascherina. Da noi è difficile trasportare questa esperienza, probabilmente è dovuto a fattori tra cui pressioni paricolari, da tutte le parti. A un anno ci farebbe piacere celebrare, invece di constatare che forse siamo alla vigilia di una terza ondata. La variante inglese è alle porte. È una situazione che non deve farci abbassare la guardia. Serve senso civico e responsabilità da parte delle autorità».

E' lo stesso scienziato che, l'estate scorsa, aveva previsto l'arrivo della seconda ondata di Natale. 

«La situazione è preoccupante, perché la terza ondata in alcuni Paesi c’è. Qui la stiamo sfiorando», ha detto oggi il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini. 

E di terza ondata già in corso a Brescia ha apertamento parlato oggi Guido Bertolaso, parlando al Consiglio regionale della Lombardia, spiegando che il direttore dell'assessorato al Welfare Giovanni Pavesi «ha elevato il livello di attenzione delle rianimazioni da tre a quattro».

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La recrudescenza del Covid è evidentemente legata alla cosiddetta variante inglese, che è - a detta degli scienziati - più contagiosa e anche più aggressiva della precedente.

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 «Siamo di fronte a pazienti che arrivano da casa con una malattia già abbastanza importante che si aggrava in pochissimo tempo - spiega il direttore del Veneto Luciano Flor -. Siamo molto attenti e allerta per capire le modalità dei nuovi contagi perchè non ci saremmo aspettati di vedere fin da subito un numero maggiore di pazienti ricoverati e anche in terapia intensiva perchè di solito i tempi sono più lunghi».

"Non credo si riuscirà ad evitare la terza ondata visto l'andamento a rilento delle vaccinazione nel nostro Paese. Se ci sarà una nuova ondata arriverà nelle prossime 2-3 settimane, ovvero nel mese di marzo e quindi non saremo in tempo con le immunizzazione", dice Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova e componente dell'Unità di crisi Covid-19 della Liguria.  

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Come difendersi dal nuovo attacco del coronavirus? In assenza di una terapia efficace, la risposta non può che venire dal vaccino. E dopo la partenza al rallentatore dei primi due mesi, una notizia incoraggiante l'ha data oggi Flor. Il commissario Domenico Arcuri ha confermato una previsione di forniture da qui a marzo di 8 milioni di vaccini per l’Italia e di 610 mila per il Veneto. «Questo significa che da qui a marzo si potrà vaccinare di più di quanto fatto fino ad ora, ed è veramente una buona notizia».

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Le persone vaccinate in Veneto (cioè già sottoposte a doppia somministrazione) sono ferme a quota 108mila da diversi giorni. E' partita dal 15 febbraio la vaccinazione dei nati nel 1941 (gli ottantenni) che riceveranno la seconda dose quindi fra un paio di settimane. Nel frattempo, da ieri (22 febbraio) è iniziata in alcuni distretti sanitari anche la vaccinazione dei nati nel 1940

L'altra arma per difendersi dal Covid, allo stato delle cose, resta solo la solita: il distanziamento, le restrizioni. Da questo punto di vista, il Veneto è tornato in zona gialla dal 1 febbraio e forse, guarda caso, gli effetti della maggiore libertà di movimento si stanno proprio vedendo a distanza di tre settimane. 

Intanto il governo Draghi ha sposato la linea del rigore e ha prorogato al 27 marzo il divieto di spostamenti fra regioni. 

 

 

 

 

 

 

 

 

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