Contenuto riservato agli abbonati

Rsa, 20 per cento  di “no” ai vaccini tra gli operatori veneti

Pressoché totale invece l’adesione degli ospiti e nel personale della sanità. Le fiale: primo lotto Moderna, da lunedì i richiami 

VENEZIA. Pochi, benedetti e subito. Pattuito con il commissario all’emergenza Arcuri, l’invio di vaccini procede senza sussulti. «Ci hanno consegnato le prime 7800 dosi di Moderna e il terzo lotto da 40 mila di Pfizer, finora abbiamo vaccinato 82 mila veneti», fa sapere il governatore Luca Zaia in apertura di briefing; in serata, la copertura salirà a 85.715 persone grazie alla somministrazione del 20% della nuova fornitura mentre il piccolo invio di Moderna, scortato dai carabinieri, è stoccato nella farmacia ospedaliera dell’Angelo, a Mestre: 780 flaconcini, contenenti dieci dosi ciascuno, conservati alla temperatura di - 20°.

Ma non sono i dettagli tecnici a calamitare l’attenzione: «In mattinata ho discusso l’andamento della campagna con i dirigenti di Ulss e Aziende, tutti invocano maggiori quantità vaccinali perché la rete messa a punto è in grado di assicurare un volume di inoculazione assai maggiore dell’attuale», commenta Luciano Flor, il top manager della sanità regionale. Stavolta le fiale disponibili non saranno utilizzate in toto: «Entro venerdì esauriremo quelle immediatamente fruibili, ne accantoneremo invece il 60% in vista dei richiami, che avranno inizio lunedì».


Da più parti, in tempi scanditi da infezioni e decessi, il vaccino è atteso come una liberazione. Ma le resistenze non mancano. A fronte di un’adesione superiore al 95% tra il personale della sanità (pubblica, accreditata, privata), nelle case di riposo al sì «unanime» degli ospiti fa riscontro un rifiuto degli operatori stimato nel 20%.

«La scelta è individuale e volontaria», ribadisce Zaia al riguardo «noi puntiamo al coinvolgimento ma l’eventuale indisponibilità è contemplata dalla legge in vigore». Timori di “falle contagiose” nelle Rsa, già falcidiate dal Covid? «Se tutti gli anziani e la gran parte dei dipendenti saranno immunizzati, il rischio risulterà assai modesto, in ogni caso noi rivolgeremo un secondo invito a quanti non hanno accolto il precedente», è la replica di Flor. Che esclude tuttavia l’adozione dei provvedimenti disciplinari qua e là sollecitati.

Un’eventualità, quella delle sanzioni ai dissenzienti, bocciata anche dalla Cgil: «Le minacce sono inutili, serve invece una più ampia campagna d’informazione tra i lavoratori», sostiene il sindacalista Ivan Bernini, scettico piuttosto circa «la capacità e la possibilità di arrivare ad una copertura vaccinale ampia in tempi brevi» a fronte di «una domanda diffusa che già oggi sta montando».

Su un versante, invece, si profila la linea dura: «Stiamo segnalando alla magistratura quanti, positivi al test e posti in isolamento, si sottraggono alla quarantena per rendersi irriperibili», avverte Flor «agiamo così perché non si tratta di pochi casi isolati ma di un fenomeno rilevante che in qualche caso appare in diretto collegamento con l’accendersi di ulteriori focolai di contagio». —


 

Tartellette di frolla ai ceci con kiwi, avocado e yogurt

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi