Coronavirus, Zaia: "Sì alle restrizioni, ma con dati nazionali uniformi"

La percentuale di positivi in Veneto è all'8 per cento, in Italia al 15. La pandemia in Veneto sembra dare qualche segno di rallentamento, i contagi sono in leggero calo ma, come ha sempre ribadito il governatore del Veneto Luca Zaia, questi segnali devono diventare un trend 

VENEZIA. «Con i colleghi delle Regioni abbiamo solo chiesto che i dati siano uniformi». Lo ha precisato il presidente del veneto Luca Zaia, a proposito della riunione Regioni-Governo sul nuovo Dpcm.
 
«Il ministro, e anche noi - ha aggiunto - abbiamo concordato sul fatto che l'incidenza dei positivi è un fatto scientifico, ma funziona se tutte le Regioni fanno tamponi nella stessa percentuale sulla popolazione.
 
Non si può paragonare chi come noi ne fa 60 mila al giorno con chi ne fa 400. È difficile allineare dati così. Forse qualcuno si è spinto avanti con le dichiarazioni, ora farà marcia indietro», ha concluso.
 
 
«Con il Governo abbiamo discusso, ma siamo ancora nella fase del 'riscaldamento a bordo campò per il nuovo Dpcm». «Abbiamo parlato - ha aggiunto - sui temi delle classificazioni, da tutti i colleghi si è chiesto che la strategia sia di una voce univoca sulle misure.
 
L'Iss decide la colorazione dell'area, ma non è possibile che un attimo dopo vi sia dibattito su tutto. C'è chi vuole il lockdown, chi la zona gialla, chi le scuole aperte, chi le vuole chiuse, ma ci vuole un punto di sintesi scientifico», ha concluso.
 
Per la definizione dell'incidenza dei contagi «il numero assoluto non si deve mai prendere, non c'entra niente». Secondo Zaia «se andiamo a pesca uno con la canna e l'altro con la rete a strascico, e lui ne prende di più, vuo, dire che il 'suò mare è più pescoso? No. Stiamo facendo lo stesso ragionamento. se poi vediamo la percentuale di positivi sul totale dei tamponi, oggi siamo all'8%, e la media nazionale è del 15», ha concluso.
 

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