Boom di contagi Covid in Veneto, Zaia: il fattore X è la variante inglese

Il presidente della Regione spiega così la recrudescenza della  seconda ondata. «I nostri genetisti hanno individuato otto mutazioni del virus»

VENEZIA. «Il virus non è più lo stesso di marzo. In Veneto i genetisti dell'Istituto zooprofilattico delle Venezie hanno scoperto 8 mutazioni. La variante inglese è molto più contagiosa delle altre. Può essere questo il "fattore x". Aggiungo però che da quattro giorni per fortuna stiamo vedendo diminuire il numero dei malati; secondo ragionamento: è cambiato il clima. Nella prima fase avevamo tutti paura di morire, ora il virus è diventato per certi versi più familiare, la guardia si è abbassata».

Così il governatore del Veneto Luca Zaia su la Repubblica spiega i contagi in Veneto. Assicura che «il sistema sanitario veneto sta rispondendo bene, non c'è un solo paziente Covid lasciato a terra pur continuando a curare gli altri settemila ricoverati per altre malattie. Quest'anno abbiamo registrato il record di operazioni di trapianto, continua l'immigrazione sanitaria intraregionale e siamo i primi in Italia per capacità di vaccinazione. Ribadisco il concetto: siamo ancora un modello».

Sulla scuola: «Siamo stati i primi a decidere di procrastinare la riapertura, e ci sono piovute addosso le critiche. Ora altre Regioni ci hanno seguito. Se rimanderemo ancora dipenderà solo dalle condizioni sanitarie. E il governo ci deve venire incontro con i ristori» che «devono riconoscere, almeno in parte, la quota di fatturato perso. Altrimenti rischiamo l'ecatombe economica».

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