La Scuola di medicina censura Crisanti: «Parole che creano sfiducia nella scienza»

Una riunione del Comitato Tecnico Scientifico

Non si spengono le polemiche per le affermazioni sul vaccino Merigliano: «Non si deve fornire legittimità a teorie negazioniste» 

PADOVA. «Non si deve mettere in dubbio la scienza. Il rischio che si corre, a maggior ragione se lo fa uno scienziato, è di fornire legittimità a pericolose teorie negazioniste. Quando il vaccino sarà a disposizione avrà certamente superato tutti i test necessari e noi tutti dovremo essere impegnati nella campagna di vaccinazione».

Non lascia spazio a dubbi la posizione di Stefano Merigliano, presidente della Scuola di Medicina del Bo, in relazione alla polemica innescata dalle parole del professor Andrea Crisanti. «Senza i dati oggi non farei il vaccino», aveva detto il microbiologo tirandosi addosso le critiche del mondo accademico e politico.

L’università

E ancora ieri le affermazioni di Crisanti, duramente attaccate anche dall’Agenzia del farmaco e dal presidente dell’Istituto superiore di sanità, hanno fatto discutere. «In questa fase è fondamentale non creare confusione nei cittadini soprattutto in un ambito così delicato», ha sottolineato il professor Merigliano, «è in corso un confronto e bisogna assolutamente fidarsi degli enti regolatori che, in base a precisi protocolli, saranno chiamati a certificare la bontà del vaccino. Ai cittadini va dunque detto di fidarsi e che il giorno che ci saranno le approvazioni sarà tutto in regola. Il confronto è il sale della ricerca, ma bisogna evitare di creare allarmismi con affermazioni che possono indurre alla sfiducia nella scienza».

La polemica

In difesa di Crisanti ieri si è alzata però la voce del professor Massimo Galli, infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano: «Siamo indispettiti dalla continua gara negli annunci al vaccino migliore. Servono fatti». Ad avviso di Galli infatti la posizione di Crisanti, «che ha tutta la mia stima, è stata travisata. Era seccato di continuare a vedere annunci sui media sul vaccino e non dati concreti».

Ma se il microbiologo ha trovato una sponda da Milano, da Roma continuano a piovergli addosso siluri. «Inaccettabili», è stata la definizione data dal Comitato tecnico scientifico nella riunione di ieri delle parole del microbiologo di Padova. «Tutte le azioni che riguardano i vaccini, in Italia e nel mondo», ha sottolineato il Cts nel resoconto dell’incontro, «vengono fatte sotto rigidissimi controlli da parte delle agenzie regolatorie internazionali e dell’Aifa. Sono dunque da censurare le dichiarazioni di Crisanti, sia per i contenuti errati sia per la superficialità con cui sono state pronunciate. Sarebbe opportuno evitare posizioni personali che nulla hanno a che vedere con la scientificità della questione».

La politica

Sulla vicenda è intervenuto ieri anche l’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi. «Fosse per me», ha commentato il leader di Italia Viva, «farei il volontario per testare il vaccino. In uno strano mondo alla rovescia, abbiamo visto tenaci NoVax convertirsi in apostoli della vaccinazione: della serie meglio tardi che mai. E qualche virologo ormai celebrità televisiva – paradossalmente – diventare l’eroe dei no-vax. La verità è semplice: ci salverà la scienza, non gli apprendisti stregoni. Fosse per me, farei il volontario per testare il vaccino. E, comunque vada, mi consola sapere che, tra qualche settimana, partirà la distribuzione delle prime dosi».

E sabato è arrivato anche il commento di Michele De Luca, copresidente dell’associazione Luca Coscioni e professore ordinario di Medicina rigenerativa all’università di Modena e Reggio Emilia: «Bisogna rassicurare gli italiani sulla certezza che Ema, l’Agenzia europea per i medicinali, e la FDA (Food and Drug Administration) non daranno autorizzazioni su un eventuale vaccino anti Covid se non in possesso di dati chiari e certi sulla effettiva sicurezza. Il prodotto che verrà iniettato sarà sicuro. Bisogna aver fiducia, in commercio verrà immesso un prodotto di cui verrà testata l’efficacia». —

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