Contagi, Veneto maglia nera: +200 Picco d’infezioni, salgono i ricoveri

Oltre 3600 in isolamento. La Fondazione Gimbe: il virus è vivo, mantenere le precauzioni individuali

VENEZIA

Piccoli passi. Nella direzione sbagliata, però. Capace di domare l’emergenza “domestica”, ora il Veneto si scopre minacciato da focolai di matrice prevalentemente estera - dai profughi in cerca d’asilo ai lavoratori al rientro dai Paesi d’origine - e sconta un’impennata degli isolamenti fiduciari conseguenti ai contatti con malati di Covid: 3604 le persone in quarantena, +530. Superata anche un’altra soglia psicologica, quella dei 20 mila contagiati: 200 i nuovi casi di positività al tampone registrati nelle ventiquattr’ore, in larga parte (133) legati al cluster scoperto a Treviso, nel centro d’accoglienza dei migranti allestito all’ex caserma Serena.




La circostanza rappresenta il record negativo di giornata in Italia ed eleva a 20.090 il volume degli infetti dall’inizio dell’epidemia. Pressoché stabile, fortunatamente, il bilancio dei decessi - sono 2074 (+1) tra ospedali e case di riposo - mentre i bollettini della Regione segnalano che i pazienti affetti da coronavirus ricoverati nei reparti ordinari salgono a 122 (+8) mentre tornano a crescere anche le terapie intensive con 6 degenti (+2), tre dei quali positivi.



La fiammata di contagi nel capoluogo della Marca vanifica i progressi nella riduzione del rischio accreditati al Veneto dalla Fondazione di ricerca Gimbe che monitora su base settimanale i casi attivi per distribuzione geografica. Su scala nazionale, analizzando la finestra tra 22 e 28 luglio, la Fondazione di Bologna coglie numeri in aumento: +328 nuovi casi, 361 nuovi positivi e, per la prima volta dopo mesi di costante regresso, un incremento dei pazienti ricoverati con sintomi (+17%). «È confermata la circolazione endemica del virus con rilevanti differenze regionali», si legge nel report «dei 12. 609 soggetti attualmente positivi, il 53% è in Lombardia, il 37, 4% si distribuisce tra Emilia Romagna, Lazio, Piemonte, Veneto, Campania e Toscana; il 9,6% nelle altre regioni» .



«Davanti a cifre in rialzo» , è il commento del presidente di Gimbe, Nino Cartabellotta «la comunicazione della politica e delle istituzioni deve essere oggettiva, equilibrata e coerente. La pandemia è ancora in corso, il virus è vivo e vegeto e vanno mantenuti tutti i comportamenti individuali raccomandati da mesi, oltre che le misure di sorveglianza epidemiologica»; «Non è più accettabile disorientare i cittadini strumentalizzando la pandemia per fini politici, contrapponendo posizioni estreme: da un lato negazionismo, minimizzazioni del fenomeno e deplorevoli comportamenti individuali; dall’altro la proroga dello stato di emergenza nazionale». —



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