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Jesolo, crescono i contagi alla Croce Rossa

Allarme sul litorale: il coronavirus torna a far paura. Positive anche due donne nel Sandonatese, via alle quarantene

JESOLO. Nuovi contagi alla Croce Rossa di Jesolo. Oggi l’Usl 4 farà il punto sulla situazione al centro di via Levantina, dopo il primo caso di Covid di un migrante. Sono già aumentati i numeri, con diversi altri positivi tra i 120 ospiti. Sarebbero già 4 o 5, probabilmente in crescita. Saranno presi provvedimenti specifici per la tutela di ospiti e personale prima che il cluster possa esplodere incontrollato.

E il primo caso di Covid è confermato anche a San Donà, dopo la fine del lockdown. Ormai i cittadini del Basso Piave avevano già dimenticato l’atmosfera della pandemia, i numerosi morti, soprattutto anziani, i tanti contagi che riguardavano anche questo territorio. Ieri, la conferma di un nuovo caso di positività al Covid. Si tratta di un’impiegata quarantenne che lavora in un’impresa della città che opera nel settore alimentare. E tra gli altri casi emersi nel Veneto orientale in queste settimane, anche quello di una prostituta. Due casi e situazioni di vita completamente differenti.


L’impiegata lavora a stretto contatto con colleghi negli uffici amministrativi dell’azienda di San Donà. Ha fatto un tampone perché aveva dei sospetti sintomi ed è risultata dunque positiva nei giorni scorsi. Non è stato necessario il ricovero in ospedale, è ora in isolamento fiduciario nella sua abitazione per due settimane, come obbligano i protocolli.

L’Usl 4, con i suoi tecnici, ha già effettuati i tamponi a tutti i colleghi, una decina, che possono essere stati in contatto con la donna nel posto di lavoro, quindi i familiari e gli amici. Anche in azienda si temono ora altri contagi. Sono almeno una ventina i potenziali altri contagiati collegati al primo caso accertato.

Diversa la situazione dell’altra donna, straniera, anche lei risultata positiva e ora ricoverata in ospedale. Dagli accertamenti pare frequenti molti uomini, amici e clienti. In questo caso l’Usl ha dovuto non senza difficoltà ricostruire i contatti avuti nelle ultime settimane, tra litorale e Sandonatese. La donna ha detto che da circa 15 giorni, non sentendosi perfettamente in forma, aveva in ogni caso sospeso gli incontri e si era isolata. Ma ovviamente non è facile essere sicuri al cento per cento.

Quanto alla comunità bengalese domiciliata tra il lido di Jesolo e Cavallino, i casi si sono fermati a 8 – 7 a Jesolo e uno a Cavallino – una decina di persone in isolamento fiduciario, dopo il volo da Dacca a Roma, in cui era a bordo un bengalese risultato positivo.

Stanno bene anche le due bambine di 6 e 4 anni di Jesolo Paese, che erano state contagiate da un familiare al rientro dalla Romania. Si tratta per la maggior parte di casi importati, come accaduto per la turista austriaca tra fine giugno e i primi di luglio, che con tutta probabilità era giunta in vacanza a Jesolo già con il virus nel suo organismo.

Diverso l’ultimo caso dell’impiegata di San Donà, sul quale è stato mantenuto il massimo riserbo. L’Usl del Veneto Orientale rassicura che ogni caso viene subito individuato e isolato, con tutte le indagini necessarie e ormai consolidate. Resta anche in piedi la possibilità che tutti i casi positivi di turisti siano accolti presso un hotel di San Donà, che ha dato la sua disponibilità all’Usl per un’eventuale situazione di emergenza nelle località turistiche. —

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