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«Conte firmi l’intesa Anas-Veneto Pronti sette appalti per 85 milioni»

L’assessore De Berti: il dossier sulla riclassificazione della rete stradale è bloccato a Palazzo Chigi

Albino Salmaso



Quanto può valere una firma? 85 milioni di euro, già stanziati da Anas e Veneto Strade per sette gare d’appalto bloccate perché manca la sigla ufficiale di Palazzo Chigi al decreto che riclassifica la viabilità. Non è un dispetto della burocrazia romana se la partita dell’autonomia del Veneto s’intreccia con quella del federalismo stradale alla rovescia: 33 “arterie d’asfalto” grandi e piccole piene di buche che Zaia ha restituito all’Anas, ai tempi del manager Armani e del ministro Delrio. ...

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Quanto può valere una firma? 85 milioni di euro, già stanziati da Anas e Veneto Strade per sette gare d’appalto bloccate perché manca la sigla ufficiale di Palazzo Chigi al decreto che riclassifica la viabilità. Non è un dispetto della burocrazia romana se la partita dell’autonomia del Veneto s’intreccia con quella del federalismo stradale alla rovescia: 33 “arterie d’asfalto” grandi e piccole piene di buche che Zaia ha restituito all’Anas, ai tempi del manager Armani e del ministro Delrio. Non stiamo parlando di Pedemontana o di terza corsia A4 Venezia-Trieste o della Valdastico Nord da completare, ma della rete di 1800 chilometri così suddivisa: 700 regionali, 700 statali e gli altri 400 provinciali con una convenzione ad hoc per Belluno.

Dopo 14 mesi di incontri a Roma con lo staff del ministro grillino Toninelli, l’assessore Elisa De Berti ha tagliato il traguardo e ora lancia un appello al premier Conte: «Il dossier per la riclassificazione della viabilità del Veneto è fermo a Palazzo Chigi da metà luglio, dopo il via libera delle commissioni parlamentari. Manca solo la firma del professor Giuseppe Conte. Non è mia abitudine sollevare polemiche, ma credo che si debba passare dalle parole ai fatti concreti. Ad agosto c’è stata la crisi Lega-M5s, a settembre è nato il nuovo governo, ad ottobre hanno presentato la Finanziaria e abbiamo portato pazienza. Ora credo ci siano tutte le condizioni per firmare il Dpcm con la riclassificazione della rete, che continuerà ad essere gestita da Veneto Strade d’intesa con Anas», spiega l’assessore.

Perché il premier Conte non firma? A Roma, radio Lega dice che si rischia un altro braccio di ferro stile bozza “autonomia-Stefani”. A tirare il freno a mano fino ad agosto è stato Danilo Toninelli per nulla convinto di consegnare all’Anas le vecchie statali che Galan e Zorzato avevano trasferito a Veneto Strade 15 anni fa, con un atto di autentico federalismo con la riforma Bassanini e la gestione di Silvano Vernizzi, uno dei padri del Passante di Mestre e della Cav. I dirigenti del Mit hanno bloccato Elisa De Berti con un ragionamento banale: perché mai Anas si dovrebbe accollare la gestione della rete veneta quando Zaia vuole la devolution non solo delle strade ma anche delle ferrovie regionali, con la sua proposta di autonomia differenziata stile 23 materie?

Caduto Toninelli, al Mit si respira aria nuova, con il ministro Paola De Micheli che ha già incontrato il governatore della Lega, mentre con il sottosegretario Variati ha ripreso in mano il filo della Tav Brescia-Padova e della Valdastico. Ma la cessione di sovranità all’Anas è o non è un passo indietro sulla strada del federalismo? «No, affatto. Non facciamo la politica del gambero. Lo so che il Pd si diverte con le sue analisi strampalate. Ora sono di nuovo al governo e a guidare l’Anas c’è l’ingegner Simonini che il M5S ha voluto al posto di Armani, scelto da Renzi e Delrio. L’autonomia resta sempre un miraggio nel deserto della politica, mentre il Veneto continua a regalare ogni anno 15 miliardi tasse a Roma. In attesa della legge quadro di Boccia sui Lpe e del via libera del Parlamento, siamo convinti che il governo debba investire parte di quei 15 nostri miliardi per asfaltare le strade venete. Noi siamo pronti. Ci sono sette progetti con assolta priorità: l’elenco l’ho spedito il 7 febbraio scorso al manager Simonini. Stiamo parlando della Padana inferiore e superiore, della Galleria Pala Rossa a Lamon e del Bellunese. Tirate le somme siamo a 85 milioni. Il Pd lancia accuse ma prende un abbaglio: manca solo la firma del premier Conte, Anas deve solo fare la gara d’appalto e impegnare i soldi. Capito? Veneto Strade ha aggiornato gli esecutivi: Pd e 5Stelle ora facciano la loro parte a Roma». —