West Nile, emergenza infinita Nel 2019 tre disinfestazioni

Il monitoraggio, a causa del clima caldo, continuerà per tutto novembre Coletto: «Il problema anche in futuro». Rezza: «Puntare sulla prevenzione»

VENEZIA

West Nile, dal prossimo anno tre disinfestazioni per evitare la diffusione del virus. Il 2018 ha insegnato che stando ai cambiamenti climatici sotto gli occhi di tutti – le zanzare in questi giorni caldi continuano a proliferare – per evitare la situazione limite e i numerosi casi che si sono verificati durante questa stagione, è bene affrontare il problema di petto e prevenire possibili pericoli. L’assessore alla Sanità della Regione Veneto, Luca Coletto, ha annunciato che per affrontare l’emergenza della febbre West Nile il prossimo anno sarà effettuata in primavera una disinfestazione larvicida a tappeto e, in estate, due disinfestazioni adulticide.




Le tempistiche dei tre interventi saranno definite dai tecnici, anche se è presumibile che la prima disinfestazione avverrà a marzo, quando il clima inizia a scaldare e la primavera si fa sentire.

L’annuncio è stato dato ieri, in apertura dei lavori di un convegno a tema a Venezia, nella chiesa di San Giovanni Evangelista, in cui sono stati resi noti i dati aggiornati relativi all’infezione in Veneto. A confronto esperti del mondo scientifico, del Ministero della Salute, delle diverse Regioni interessate, delle Usl, dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie, della Regione portoghese di Madeira e della Contea rumena di Daly.

Tra i partecipanti il direttore generale della Sanità veneta Domenico Mantoan, il direttore del Dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità Giovanni Rezza, il responsabile del Laboratorio di Microbiologia di Padova, Centro di Riferimento Regionale, Giorgio Palù, il Direttore dell’Irccs per le Malattie Tropicali dell’ospedale di Negrar, Zeno Bisoffi.



I casi confermati sono 257 (256 quelli autoctoni), di cui i più gravi con forma neuroinvasiva sono 64, mentre i decessi sono 18. Padova (95 casi, di cui 14 gravi) e Verona (51 casi, 14 gravi) le province più colpite, con Rovigo (15 casi) al primo posto per i casi gravi.



Coletto ha reso noto anche che il monitoraggio, che avrebbe dovuto concludersi a ottobre, proseguirà per tutto novembre, in considerazione del protrarsi delle condizioni climatiche favorevoli al proliferare degli insetti. Se ai casi confermati si aggiungono quelli probabili (98) e le positività riscontrate tra i donatori di sangue (32), il totale complessivo arriva a quota 408. Il Veneto ha già stretto un rapporto di collaborazione con l’Emilia Romagna, l’altra regione maggiormente interessata dal fenomeno, e si sta lavorando per allargare il coordinamento ad altre regioni. Per il monitoraggio la Regione ha già stanziato 1, 5 milioni di euro, mentre gli interventi di disinfestazione saranno in capo ai Comuni.



È comunque stata messa a disposizione l’«Azienda zero» per far partire gare d’appalto centralizzate al fine di contenere i costi. «Come Regione – ha aggiunto – stiamo creando un coordinamento a tutto campo che, partendo da una pianificazione regionale, coinvolgerà tutte le Usl, gli ospedali per la parte diagnostica, i Comuni, i Consorzi di Bonifica, l’Istituto Zooprofilattico delle Venezie e arriverà fino ai cittadini, i cui comportamenti preventivi, come l’installazione di zanzariere, la manutenzione di giardini e caditoie, l’uso di repellenti cutanei, sono molto importanti, stante che il 70% del territorio si trova in proprietà private, dove il pubblico non può arrivare».

« Bisogna creare» ha concluso Coletto «una cultura su questo problema, che si è presentato in maniera clamorosa quest’anno, ma che si ripresenterà anche in futuro. E sarebbe opportuno pensare a interventi centralizzati».

«L’esperienza fatta dal Veneto e dall’Emilia Romagna» ha riconosciuto Rezza «è stata esemplare, per organizzazione e intensità d’azione. Ora sarebbe importante venisse diffusa a tutte le altre Regioni, perché non possiamo escludere una ulteriore diffusione nel 2019 e vanno messe in atto tutte le misure di monitoraggio e prevenzione». —



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