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Sicurezza, le Pro Loco lanciano l’allarme «Subito una legge»

Follador (Unpli): «Le sagre non sono grandi concerti» L’assessore Caner: «Non bisogna scaricare la responsabilità»

VENEZIA. «Un concertino della sagra di paese con duecento spettatori non è la stessa cosa del concerto di Vasco Rossi a cui accorrono migliaia di persone, bisogna distinguere tra i diversi livelli di manifestazioni, semplificare la burocrazia e fare chiarezza sugli adempimenti, per questo è urgente una legge sulle manifestazioni temporanee». Giovanni Follador, presidente dell’Unpli Veneto, sintetizza il grido di aiuto arrivato ieri da oltre trecento volontari delle Pro Loco del Veneto, che s ...

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VENEZIA. «Un concertino della sagra di paese con duecento spettatori non è la stessa cosa del concerto di Vasco Rossi a cui accorrono migliaia di persone, bisogna distinguere tra i diversi livelli di manifestazioni, semplificare la burocrazia e fare chiarezza sugli adempimenti, per questo è urgente una legge sulle manifestazioni temporanee». Giovanni Follador, presidente dell’Unpli Veneto, sintetizza il grido di aiuto arrivato ieri da oltre trecento volontari delle Pro Loco del Veneto, che si sono riunite a Quarto d’Altino per il meeting annuale. Ma anche per fare il punto della situazione sulle difficoltà che le circolari firmate dai prefetti dopo il caso Torino, hanno creato all’interno di un mondo, quello del volontariato, che con le sue manifestazioni in giro per la Regione contribuisce a far vivere i paesi e far girare l’economia.

Due gli assessori veneti presenti, Federico Caner (Turismo) e Gianpaolo Bottacin (Protezione civile), assieme a molti onorevoli e parlamentari di tutti i partiti. Tantissimi i rappresentanti delle Pro Loco della Regione. «Serve unità di intenti per risolvere questo problema» ha spiegato Follador, «oggi c’è confusione, mancanza di chiarezza sull’organizzazione delle manifestazioni. Non si può andare avanti in questo modo, la Regione si sta muovendo grazie alla nostra spinta, noi vorremmo che dal Veneto uscisse una soluzione concreta, vale a dire la distinzione tra manifestazioni a livelli diversi e chiarezza sugli adempimenti. Il tema della responsabilità dei volontari è fondamentale: non ci sottraiamo alle responsabilità, ma le norme devono essere chiare e certe, non possiamo lavorare al buio non sapendo quali responsabilità potrebbero tirare fuori i giudici». Prosegue: «Chiediamo manifestazioni sicure per chi partecipa e per chi le organizza. In questo momento – sottolinea – supportiamo le Pro Loco, facciamo attività di formazione a diversi livelli diamo indicazioni su come riuscire a risolvere i problemi». «Quello che chiediamo» conclude «è una legge ad hoc che regoli le manifestazioni temporanee, oggi invece vengono messe assieme norme generiche sullo spettacolo, per le quali grandi eventi e feste locali sono la stessa cosa e le circolari post Torino hanno peggiorato la situazione dando adito a interpretazioni diverse da territorio a territorio. Una situazione che sta mettendo a dura prova i volontari delle Pro Loco, che si sentono sotto pressione e poco tutelati».

«In Italia c’è questa cultura di dover scaricare la responsabilità su qualcuno anche quando accade una calamità naturale come accaduto con il caso Refrontolo» ragiona Caner, «di fronte a situazioni di questo tipo i presidenti non vogliono prendersi la responsabilità. Noi agiamo sul piano regionale coordinandoci con prefetti e i vigili del fuoco per dare un’interpretazione univoca alla norma, ma la serie di leggi attuali sulla sicurezza sono troppo rigide, se accade qualche cosa c’è il rischio che le persone vengano indagate perché magari non hanno rispettato una delle tante norme, ecco perché serve una legge unica a livello nazionale che alleggerisca queste responsabilità».

Ieri i parlamentari invitati di tutti i colori politici, si sono confrontati in una tavola rotonda per sollecitare la promulgazione di una legge ad hoc, con norme facilmente applicabili, che metta al primo posto la sicurezza dei partecipanti e che tuteli, al tempo stesso, gli organizzatori-volontari. «I dati turistici parlano chiaro», ha aggiunto Caner. «Nel 2017 in Veneto abbiamo registrato 70 milioni di presenze. Il nostro primo impegno è ora investire su nuove idee, nuove forme di ricettività, mete alternative ai percorsi tradizionali e in questo il lavoro delle Pro Loco è davvero prezioso».

Le Pro Loco sono la prima “industria di eventi” della regione, con 548 associazioni e più di 60 mila soci impegnati gratuitamente.

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