Scandalo Mose bis, giovedì inizia il processo

A San Marino sono imputati di evasione fiscale Baita, Minutillo e Colombelli

VENEZIA. Giovedì a San Marino inizia il dibattimento nel processo “Mose bis” a carico di Piergiorgio Baita, Claudia Minutillo e William Ambrogio Colombelli. Venerdì alle 15.30 (ora della California) è prevista la perizia medico-legale su Giovanni Mazzacurati da parte del perito del tribunale.

I grandi accusatori di Galan tornano prepotentemente alla ribalta delle vicende giudiziarie. Nel processo che si apre nella Repubblica del Tritone viene contestata a Baita, Minutillo e Colombelli l’evasione fiscale commessa a San Marino (dove risiede Colombelli) che, secondo gli inquirenti, sarebbe stata finalizzata a produrre i fondi neri destinati alle tangenti del Mose. Un’accusa, questa, sostanzialmente analoga a quella per cui i tre hanno patteggiato a Venezia, uscendo dal processo sul Mose.

Le violazioni contestate si riferiscono alla fatture false emesse dalla società sammarinese “Bmc Broker” di Colombelli a favore delle aziende del gruppo “Mantovani” (con ad Baita) e “Adria Infrastrutture” (con ad Minutillo) per oltre 10 milioni di euro. Il meccanismo rilevato dagli inquirenti italiani e confermato nella sostanza dai sammarinesi è noto: le fatture emesse dalla “Bmc”, una società cartiera, venivano regolarmente pagate dalle aziende venete.

Successivamente Colombelli andava in banca per prelevare in contanti gli importi, decurtati di un 15-20% ritenuto il suo compenso. Secondo gli inquirenti, le somme venivano riconsegnate a Baita e Minutillo in Italia e solo in minima parte depositate su altri conti personali esteri a San Marino. I soldi che rientravano in Veneto erano destinati a pagare le tangenti per il Mose.

Giornate cruciali, le prossime, anche per l’altro grande accusatore di Galan, ovvero l’ex presidente del Cvn. Il medico legale Carlo Schenardi volerà in California assieme al presidente del tribunale, Stefano Manduzio, e ai consulenti tecnici di parte, per sottoporre Giovanni Mazzacurati ai test psiconeurologici che dovranno determinare se l’ex numero uno del Cvn possa o meno testimoniare nel processo che si sta svolgendo a Venezia a carico di otto imputati, tra cui l’ex sindaco Giorgio Orsoni e l’ex ministro Altero Matteoli (in 25, invece, hanno accordato il patteggiamento).

Sulla regolarità dell’ordinanza che prevede la trasferta, tuttavia, pende la memoria depositata dall’avvocato Emanuele Fragasso, difensore dell’ex presidente del Magistrato alle acque Maria Giovanna Piva. Il dottor Schenardi è atteso in aula a Venezia il 26 gennaio con i risultati dei test su Mazzacurati. (ru.b.)

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