Mondardo getta la spugna

Il bilancio del Carroccio e i conti che non tornano: giallo risolto

PADOVA. È «una tempesta in un bicchier d’acqua», a sentire il segretario nazionale della Lega Veneta Gianatonio Da Re, la storia degli scontrini mancanti sotto la gestione Mondardo. Ossia le migliaia di euro che, almeno per alcuni giorni, non rispondevano all’appello delle casse della sede regionale del partito: non erano altro, assicura Da Re, che spese fatte con i soldi della Lega che in prima battuta non risultavano «ma che poi sono risultate e sono state certificate». Anche se è altrettanto vero che Da Re ha deciso di passare al setaccio, con il commercialista trevigiano Nicola Cecconato, i conti bancari della Lega Veneta ma anche tutti i bilanci degli anni passati. Come è vero che, fino a sabato scorso, al consiglio nazionale della Lega i conti non tornavano.

Che è successo? Non appena il trevigiano Toni Da Re lo scorso febbraio è stato nominato segretario veneto della Lega - dopo il commissariamento del partito e prima ancora la segreteria targata Flavio Tosi - ha subito messo in mano i conti del partito, per una controllatina, a un uomo di fiducia del governatore Luca Zaia, un altro trevigiano, Nicola Cecconato. Il quale, proprio nel giorno in cui l’ex segretario provinciale berico del Carroccio Antonio Mondardo si è dimesso da tesoriere veneto del partito per lasciare il posto a Gianfranco Vivian, ha annunciato che non tornavano i conti. È successo sabato, durante il consiglio nazionale, nel quale Cecconato ha presentato l’analisi del bilancio 2016, dal quale mancavano, dice qualcuno, 36 mila euro, mentre Da Re parla di «solo 12 o 13 mila euro». Appunto: mancavano soldi. Però ieri Da Re ha assicurato che è stata solo colpa di un ritardo, da parte di Mondardo, nella consegna di tutti gli scontrini delle spese del 2016: «Non erano soldi che mancavano dalla cassa», insiste Da Re, «erano spese per le quali mancavano le pezze giustificative. Mondardo però ce le ha portate lunedì: pezze che parlano di spese legate a tipografia, volantini, cose di questo genere. Pezze che hanno coperto la somma in questione, e quindi è tutto regolare. Tutto a posto, nessun ammanco». Tanto che ieri, circolata la notizia, Da Re ha dovuto diramare una nota ufficiale, ricordando che «Cecconato sta compiendo le opportune verifiche per agevolare il passaggio della tesoreria da Mondardo a Vivian. Ma è assolutamente privo di qualunque fondamento» dire che mancano soldi: «Allo stato dell’arte non si evidenziano anomalie nelle casse della Liga Veneta», anche se «stato dell’arte» significa che, la verifica dei conti a opera di Cecconato sulla passate gestioni, non è ancora terminata. Altra sottolineatura nella nota di Da Re: «Il dottor Cecconato sta compiendo le opportune verifiche per agevolare il passaggio della tesoreria dalla gestione di Antonio Mondardo, dimessosi per questioni di salute, alla nuova, che il direttivo nazionale ha affidato al dottor Gianfranco Vivian. In questo percorso non si sono riscontrate difformità da una corretta gestione dei fondi del movimento». Insomma, tutto ok. E le dimissioni di Mondardo, ufficializzate sabato, erano comunque nell’aria, ribadisce Da Re, «per motivi di salute».

Antonio Mondardo mesi fa aveva dato le dimissioni da segretario provinciale della Lega di Vicenza, proprio in occasione dell’elezione di Da Re, poi le aveva ritirate per vedersele però confermate a luglio dal Carroccio a norma di statuto, tanto da tentare il suicidio. Da quel momento, mesi sempre più difficili per lui.

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