«Vogliamo sapere quando transiterà il carico pericoloso»

Checchin (Spinea): «Dobbiamo informare i cittadini sul passaggio ma non siamo in grado di precisare il giorno»

MIRANO. «Comuni obbligati a informare i cittadini, abbiamo fatto tutto quanto previsto dalle procedure». A chi li accusa di eccessivo allarmismo, i sindaci replicano carte alla mano.

Nel Miranese, quattro comuni su sette sono attraversati dal Passante e hanno dovuto mettere in pratica le procedure previste dal piano di emergenza stilato e consegnato dalla prefettura. Si tratta sia di prescrizioni da attuare in via preventiva, sia in caso di incidente rilevante al convoglio durante il percorso. Ai cittadini poco importa, perché un’informativa con tutti quegli scenari dice poco o nulla sul comportamento da tenere in caso di pericolo: da Mirano a Spinea, passando per Salzano e Martellago, la popolazione del Passante non ha gradito.

Messi in guardia da un pericolo grave, ma difficile che si realizzi, nonostante tutto allertati senza conoscere tempi ed effetti dell’allertamento, soltanto con la consegna di un’informativa che sembra parlare più agli enti che alla gente comune. Prova a spegnere le polemiche il sindaco di Spinea Silvano Checchin, in prima linea insieme ai colleghi nella gestione di questa strana vicenda. «Abbiamo fatto quello che dovevamo fare», afferma Checchin, «e che è contenuto nel piano di emergenza provinciale predisposto dalla prefettura».

La parte che interessa i comuni è quella riportata al punto 6, dove è precisato: «Condizione fondamentale per una corretta gestione dell’emergenza nucleare è che la popolazione sia informata in anticipo sui rischi generici a cui è soggetta, sul piano di emergenza, sulle precise istruzioni da seguire in caso di incidente e sull’adozione delle misure urgenti da adottare in caso di vera e propria emergenza nucleare». Dunque informazione preventiva: «Ed è quello che abbiamo fatto avvisando casa per casa i cittadini lungo il Passante», chiarisce Checchin, «per il resto ai comuni tocca l’avviso alla popolazione con altoparlante e tramite la polizia locale in caso di emergenza radiologica». Ma resta lo scontro sui tempi. Per ogni comune il passaggio del convoglio durerà pochi minuti e i sindaci chiedevano solo di sapere quando allertare i cittadini interessati per non doverlo fare in maniera continuata e indefinita nel tempo.

«La prefettura ha deciso di non comunicare la data», allarga le braccia Checchin, «alla luce di questo noi abbiamo agito nell’unico modo possibile: allertare subito». La questione però non è chiusa: i comuni chiedono di sapere almeno un giorno prima la data del transito del carico pericoloso. Da Mirano intanto si leva anche la voce del presidente del circolo di Legambiente, che se la prende con la scarsa informazione, tutta a scapito dei cittadini: «Il caos informativo di questi giorni ci lascia perplessi e mette un po’ paura», afferma Pierluigi Paloscia, «la nostra associazione stigmatizza da sempre questi trasferimenti di materiale e ne denuncia l’estrema pericolosità. Resta il fatto che normative ben precise e rigorose regolano il transito di materiali su gomma. A livello informativo però si poteva fare di più, anche se in questi casi è sempre molto difficile capire quale sia la cosa migliore da fare. Ci auguriamo che non accada nulla e che per il futuro il Comune di Mirano sappia opporsi in sinergia con gli altri sindaci a questi traffici in modo che nessun carico pericoloso, radioattivo e non, transiti per i nostri territori».

Filippo De Gaspari

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