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Saldi in Veneto al via da sabato La polemica: "Iniziano troppo tardi"

Svendite al veleno, accompagnate dai musi lunghi dei commercianti che lamentano come la Regione Veneto le abbia posticipate ma senza preoccuparsi di coordinarsi con le regioni vicine

Roberta De Rossi
2 minuti di lettura
VENEZIA. Sabato 17 inizia la stagione delle svendite. Saldi al veleno, accompagnati dai musi lunghi dei commercianti che lamentano come la Regione Veneto abbia, sì, posticipato le svendite - come richiesto da più parti - ma senza preoccuparsi di coordinarsi con le regioni limitrofe.
Risultato: Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Emilia Romagna - con le loro grandi catene ed outlet - sono già partiti da settimane con i rpezzi ribassati, mentre i negozi veneziani e veneti sono rimasti al palo. Tanto più che le associazioni di categoria - nel chiedere lo slittamento dei saldi - puntavano a salvare soprattutto l'inverno natalizio, senza pensare all'estate incalzante.

Così il malumore cresce, mentre il Comune di Venezia cerca - da parte sua - di invogliare i potenziali clienti a preferire lo shopping al mare, autorizzando l'apertura in deroga dei negozi in terraferma per domenica 18 luglio.

«I nostri associati sono indignati per questa differenziazione tra regione e regione», commenta il vicepresidente di Ascom Venezia, Marco Francalli, «bisogna assolutamente che l'anno prossimo si cerchi di ricucire questa differenziazione di date: che si facciano presto o tardi, ma che si facciano tutti allo stesso modo».

Anche perché la stagione ufficiale dei saldi, in realtà, è già ufficiosamente partita da un pezzo per le grandi catene - da Max Mara a Henry Cotton, dai Fratelli Rossetti a Stefanel, da Benetton a Coin - con le lettere ai clienti per proporre loro sconti anticipati, bollini e quadrifogli promozionali verdi e rossi, con 30-40 fino a 50% di taglio dei prezzi.
«Fosse per me, lo dico da sempre, i saldi dovrebbero essere vere svendite delle rimanenze di magazzino: durare una settimana, massimo due, a fine agosto e a febbraio», dice il presidente della Confesercenti veneziana, Piergiorgio Brunetta, «come associazione abbiamo sempre chiesto di allungare i tempi d'avvio dei saldi e, ora, anche la maggioranza dell'Ascom mi pare d'accordo: il vero problema di quest'anno è che - purtroppo - la Regione Veneto non si è coordinata con le altre regioni. L'assessore Coppola ci ha oggi assicurato che per il futuro ci si muoverà d'intesa con i confinanti».
E se città come Venezia e il litorale - che vivono di turismo - qualche problema in meno l'avranno, i commercianti della terraferma sono in fibrillazione, soprattutto nel settore abbigliamento, dopo una stagione al ribasso.
E la polemica si fa incandescente.

«La Regione ha toppato su tutta la linea», incalza diretto Matteo Linassi, portavoce del settore abbigliamento dell'Ascom Venezia, «perché non solo la concorrenza delle regioni limitrofe si è fatta sentire pesantemente - soprattutto per i commercianti della terraferma veneziana - ma anche perché la richiesta di posticipo dei saldi era rivolta a quelli invernali, per salvare la stagione natalizia, oggi annientata da svendite che iniziano subito dopo l'Epifania ed addirittura anticipate al 2 gennaio dalle grandi catene industriali, che hanno un ampio parco clienti. C'è stato disordine, disorganizzazione, non attenzione ai problemi del commercio, in un anno che è stato ancor peggiore del 2009: e non parlo certo per me, a Venezia, ma per la stragrande maggioranza dei negozianti. Spero in Regione abbiano capito e rimedino per Natale».
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