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San Donà, gli 80 anni dello stadio Zanutto

Ha sempre avuto un terreno perfetto dove hanno giocato grandi calciatori. Ora il vecchio stadio sarà dismesso e venduto. Dalla fondazione ai giorni nostri: 80 anni di calcio legati a San Donà

Giovanni Monforte
1 minuto di lettura
SAN DONA’. «Formatosi il corteo con in testa la banda cittadina, tutte le autorità e le associazioni sotto una pioggia dirotta si recano al campo sportivo dove parlano il segretario politico, comm. De Faveri, e il segretario federale, illustrando l’importanza dell’opera e lo scopo di essa, dove la nuova gioventù italica deve addestrarsi per essere forte e sana. Alla fine dei discorsi il segretario politico taglia il simbolico tricolore».

Così i giornali dell’epoca raccontano l’inaugurazione dello stadio «Zanutto», una giornata rimasta nella storia dello sport sandonatese. Era l’8 dicembre 1929. Pieno periodo fascista - alla guida di San Donà c’era il podestà, Costante Bortolotto - tanto che lo stadio inizialmente fu battezzato «Campo sportivo del Littorio». E’ solo dopo la Seconda Guerra Mondiale, che viene intitolato alla memoria di Verino Zanutto, ex giocatore e partigiano, fucilato il 22 aprile 1945. La realizzazione dello stadio all’epoca costò 40 mila lire. Fu fatto a tempo di record: il 6 novembre 1928 il Consiglio comunale ne deliberò la costruzione e in un anno lo stadio vide la luce, grazie al lavoro degli operai della ditta «Dante Barbato».

Da allora sono passati 80 anni, in cui lo «Zanutto» è stato il tempio del calcio sandonatese. Sono cambiati il nome della squadra e le categorie: tanta D, ma anche serie C, fino alla C/1 del 1999. Sulla sua erba hanno tirato i primi calci giocatori che poi sono diventati protagonisti in serie A: da Guerrino Striuli, portiere della Triestina negli anni Quaranta, ad Arturo Silvestri (Milan); da Giovanni Perissinotto (Roma) ad Angelo Cereser (Torino) fino ai più recenti Bazzani e Mayer. Anche il volto dello stadio è cambiato radicalmente: dai gradoni di una tribunetta contornata da un terrapieno si è arrivati alla costruzione di un impianto in grado di ospitare 4 mila persone. L’ultima ristrutturazione risale al 1997. Di questi giorni la parola fine: lo «Zanutto» si prepara alla vendita e il calcio in città avrà una nuova casa, l’impianto «Davanzo».
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