Venezia sotto "videoscorta"

Già installate 60 telecamere, ne arriveranno altre 81. Il comandante dei vigili Agostini: "Privacy? Si preoccupi solo chi ha qualcosa da nascondere"

Venezia città dell’arte e della tecnologia, della storia e del wi-fi, ma anche - sempre più - città videosorvegliata. Sono in arrivo 81 telecamere, che andranno ad aggiungersi alle oltre 60 già presenti, come annuncia il comandante della polizia municipale, Marco Agostini.
Copriranno le aree delicate ancora non videosorvegliate, comprese quelle di Mestre, soprattutto piazza Ferretto.

«Il 30 giugno, nell'ambito del progetto "Venezia sicura e protetta"», spiega Agostini, «abbiamo presentato domanda per poter acquistare 51 telecamere di tipo tradizionale e 30 postazioni Argos: speriamo che arrivino. Un investimento di circa 5,2 milioni».
Due milioni dovrebbero arrivare dal fondo nazionale di 100 milioni di euro per aumentare la sicurezza nei centri urbani, il resto dalla Legge Speciale e da fondi del Comune.
Agostini non si sbilancia sui tempi: dipenderanno anche dalla celerità dello sblocco dei finanziamenti.

Le telecamere verranno condivise anche con le altre forze dell'ordine: «Venezia sicura e protetta» prevede infatti l’interconnessione delle sale operative della Polizia di Stato, dei vigili urbani e dei Carabinieri.
Attualmente - secondo i dati della Polizia municipale - sono 62 le telecamere in funzione: 48 di tipo tradizionale e 14 appartenenti al sistema Argos. Quest'ultimo tipo di telecamere serve per monitorare il traffico acqueo sul Canal Grande - proprio oggi diventerà operativa l’estensione dei controlli al Tronchetto - ma per sua natura può essere utile anche per sorvegliare di fatto anche altri bersagli, come i ponti sul Canal Grande o le vie di passaggio.

«Tutte le telecamere sono segnalate dall’apposita cartellonistica», assicura Agostini, «tranne magari dove è stata tolta da qualche vandalo. Ma da gennaio, col nuovo Decreto sulla Sicurezza, non avremmo neppure più l’obbligo di segnalazione».
Insomma, quando arriveranno le nuove videocamere fra Venezia e terraferma saranno in funzione ben 143 «occhi» pubblici, il che servirà senza dubbio per tutelare l’ordine pubblico, ma che non farà certamente felici i sostenitori della privacy. Cosa che non sembra però preoccupare il comandante dei vigili. «Su questi temi si fa sempre confusione», conclude Agostini, «e si tende a dimenticare che in quanto forze dell’ordine non siamo soggetti alla privacy. Io credo che chi si comporta bene non abbia niente da temere dalle telecamere: è chi non si sente a posto che si agita. E poi non è vero che a Venezia ci sono troppe telecamere, ne servirebbero molte più».
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