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L'età in amore conta

L'età in amore conta
Questa è la storia di Michele. che incontra una sua ex compagna di scuola su un sito di incontri. Un amore inaspettato, maturo, tra due coetaneimentre gli amici sono tutti attratti da donne più giovani, un classico di chi vede nella giovinezza altrui un elisir di lunga vita. 

Se volete raccontarmi la vostra storia o anche solo una storia: maria.corbi@lastampa.it
3 minuti di lettura

Cara Maria,

sono un uomo di 60 anni, con un lavoro che mi soddisfa, figli ormai grandi, un divorzio alle spalle, ma non di quelli «la guerra dei Roses». Molti miei amici, quelli tornati single come me si sono scelti compagne molto più giovani, un grande classico. Mentre io ho iniziato una storia con una mia coetanea, una mia ex compagna di scuola trovata per caso su una chat di incontri. Ci siamo presi in giro per questa nostra ricerca dell’anima gemella online, poi ci siamo scambiati i numeri di telefono. E poi abbiamo iniziato a vederci. Io vedo in lei la ragazza che era e credo per lei sia lo stesso. Mi ero preso una cotta al liceo, ma lei stava con un altro, quello che poi è diventato suo marito. 
Abbiamo molti anni in più, dolori e gioie sedimentati nella nostra vita, relazioni finite, figli che ci hanno detto «ciao», e su questo terreno ci confrontiamo e abbiamo iniziato ad amarci. Che paura usare questo verbo, amare. Eppure è così, le emozioni che provo, che pensavo sepolte parlano di amore e anche di futuro. Di nuovi giorni, di nuovo sesso, fatto in maniera meno ginnica, più cerebrale, e devo dire, più bello.
I miei amici so che non approvano, qualcuno mi dice apertamente che non capisce la mia scelta. Volevano presentarmi diverse quarantenni, amiche delle loro compagne. E proprio non ce la fanno a mettersi nei miei panni. Io non mi permetto di non rispettare la loro di scelta e questo mi infastidisce, mi allontana. Elena è una donna che mi completa, che mi fa stare bene e con cui faccio, non ho problemi a dirlo, una vita sessuale appagante. Sesso ma anche tenerezza, complicità, gioco, cervello. Loro, i miei amici, non vedono quello che vedo io, si concentrano solo sul fisico, sulle rughe, sulla carta di identità. Possibile che mi sia scelto persone così superficiali? Eppure sono uomini in gamba, realizzati, che predicano a parole concetti inclusivi. Mi chiedo come sia possibile che ancora ci siano pregiudizi sull’età di una donna. Come sia possibile che uomini intelligenti, almeno mediamente, riducano la relazione sentimentale a una pura attrazione estetica. A un viso liscio, una pelle soda, a una giovinezza idealizzata. Io non vedo gli anni di Elena, ma la sua personalità, la sua capacità di comprendermi e di completarmi. E’ bella anche con le rughe, con qualche chilo in più, con quei fili grigi che spuntano tra i capelli. Non ho bisogno della sua giovinezza come elisir di lunga vita. 
Ci siamo scelti, consapevoli di essere «avanti con gli anni» ma anche di non voler mollare, di volere ancora provare emozioni. D’accordo sul mantenere la nostra indipendenza, le nostre case, lo spazio per i nostri figi e le nostre vite precedenti. Fino ad ora ancora non abbiamo formato una famiglia allargata, per non rovinare la magia della nostra coppia. Probabilmente avverrà, naturalmente, ma per adesso stiamo bene così. Per i miei amici con compagne molto più giovani, invece, non è stato possibile. Hanno subito messo «su casa» con tutte le responsabilità che questo comporta. Uno di loro diventerà padre, ancora, consapevole di non avere l’età ma di non avere alternativa. Creando se non scontento sicuramente sconcerto tra i suoi tre figli di primo letto che si troveranno ad avere un fratello che potrebbe essere loro figlio. E’ giusto diventare padre quando hai l’età per essere nonno? Non voglio fare anche io quello che giudica, ma certo qualche dubbio ce lo ho. L’arrivo di un bambino è sempre una benedizione, ma credo che nella vita ci sia un tempo per tutto. E che alla fine la troppa differenza di età tra un uomo e una donna porti a rincorse impossibili. Mentre io e Elena camminiamo fianco a fianco con i bagagli della vita, allo stesso passo, la stessa meta, le stesse esigenze. Continuiamo a vivere in due case, ci lasciamo i nostri spazi e la lontananza aumenta il desiderio di ritrovarci. E questa intensità, l’ attrazione, per me sono stato un regalo inaspettato . E devo dire grazie a Elena, la mia ragazza, perché per me questo sarà per sempre, al di la di ogni confine anagrafico.
Michele 

Caro Michele,
credo all’amore di una vita, anche a quelli «oltre» la vita (magari perché sono immersa nella serie tv Outlander che ti consiglio) ma non credo agli amori elisir di lunga vita. E sicuramente non ci credo quando si cerca la longevità attraverso la giovinezza anagrafica dell’altra. Scrivo al femminile, perché questa specie di usanza, «diritto» patriarcale, è più maschile che femminile. E la differenza di età in sé e per sé non c’entra. E’ evidente che esiste la possibilità che l’amore non legga la carta di identità. Ci mancherebbe. Ma non esiste invece la possibilità che così tanti uomini credano di avere trovato un grande amore in una donna di svariati decenni più giovane. Dubbio che dovrebbe venire. 
Io sarò cinica ma quando vedo un simpatico vegliardo a braccetto di una simpatica ventenne/trentenne mi chiedo se lei sarebbe così coinvolta anche con un “vecchietto” squattrinato e senza la possibilità di garantirle una sicurezza. Ma la domanda in realtà è per lui. Mi chiedo come si possa essere così ingenui da pensare di avere trovato veramente l’amore. Detto questo: ognuno fa e crede in quello che vuole. E allora anche i tuoi amici dovrebbero usare la stessa apertura quando giudicano il tuo ritrovato amore, senza banalizzarlo usando l’arma dell’età. Che pensassero alla loro di età. Il loro non è sicuramente un elisir mentre il tuo possiamo ben dire che è un balsamo. Molto meglio. 

 

 

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