Elisabetta II e il primo anniversario di nozze senza Filippo

Questo 20 novembre sarà il primo che la regina d'Inghilterra trascorrerà da vedova. Se il principe consorte non fosse scomparso, il 9 aprile 2021, avrebbero infatti festeggiato 74 anni di matrimonio. Vogliamo pensare che Sua Maestà in questo giorno voglia ricordare il duca di Edimburgo con l'humor e la leggerezza che ha cementato la coppia nei sette decenni trascorsi assieme. Ripensando magari a qualche aneddoto curioso della loro vita coniugale, come quei doni bizzarri ricevuti per le loro nozze....
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Settantatré anni di matrimonio. Il 20 novembre 2021 sarebbero stati settantaquattro, se il duca di Edimburgo non fosse scomparso il 9 giugno scorso.

Negli alti e bassi della loro vita assieme, la regina Elisabetta II e il principe consorte il loro anniversario di nozze lo hanno sempre ricordato assieme, compreso negli ultimi anni, quando lui rimaneva rintanato a Wood Farm, fattoria nella sterminata tenuta di Sandringham, e la moglie workaholic restava salda alla sua scrivania di Buckingham Palace per esaminare i documenti contenuti nelle famose red boxes.

Questo 20 novembre sarà il primo che Elisabetta trascorrerà da vedova, avvertendo un senso di vuoto dentro. Attorno no, perché i suoi familiari non le faranno mancare presenza e affetto, a conclusione di annus horribilis per lei e per l'intera royal family. Tutto il mondo occidentale, in realtà, guarda preoccupato a The Queen, alla sua salute e alle sue assenze (l'ultima, al Remembrance Day), scrutando con sospetto il suo incedere sostenuto dal bastone e la sua figura che sembra rimpicciolirsi sempre più.

Tuttavia ci piace pensare che Sua Maestà, nel giorno dell'anniversario di matrimonio, possa decidere di ricordare Filippo e i sette decenni trascorsi assieme con il sorriso. Magari seduta in poltrona con i suoi tre cani, due corgi e un dorgi, accoccolati ai piedi, sorseggiando un Martini per gentile concessione del medico di corte, nonostante il recente divieto, ripensando a qualche aneddoto curioso della loro vita coniugale. Per esempio, a quei doni bizzarri ricevuti per le loro nozze.

Quindi, con un balzo ci portiamo dentro i suoi pensieri, a quel lontano 1947. Era stato un anno difficile, per la Gran Bretagna, che aveva vinto la guerra ma anche perso l’India, accolto con speranza la fine dei bombardamenti e la ricostruzione, ma anche con grande preoccupazione la crisi finanziaria e l’inizio dell’era dell’austerità. A risollevare il morale del regno era stato proprio l’annuncio del fidanzamento della principessa Elisabetta, figlia dell’allora re Giorgio VI ed erede al trono, con il giovane bellissimo principe di Grecia e Danimarca, Filippo, in cima alla lista dei più desiderati rampolli nobili del tempo nonostante non avesse più né terra né corona, cresciuto in esilio e perfino danneggiato nella reputazione dall’unione delle sorelle con principi tedeschi implicati col nazismo. È storia nota che Elisabetta e Filippo si siano conosciuti quando lei era davvero una bambina, al matrimonio di un parente comune, e che si siano innamorati quando lei aveva 13 anni e lui 18, al Dartmouth Naval College in Devon dove il principe studiava e la principessa arrivò in visita ufficiale con papà re, mamma regina e sorella Margaret al seguito. Come da copione, dopo diversi anni lui chiese la mano di Elisabetta al sovrano e con il suo assenso la Gran Bretagna iniziò a prepararsi al grande evento.

Il royal wedding venne celebrato il 20 novembre 1947 all’Abbazia di Westminster, ma è a St James's Palace che il pubblico si radunò già diversi giorni prima per ammirare a bocca aperta i regali arrivati agli sposi da tutto il mondo. Solo una selezione degli oltre 2.500 doni, cui si aggiungevano circa 10.000 telegrammi di congratulazioni.

 

C’erano pezzi classici come il servizio da tavola in porcellana di Sèvres offerto dal governo e dal popolo francese, o la tabacchiera d'oro omaggio della Royal Society of Arts, ma anche doni pratici come un frigorifero moderno e una macchina da cucire Singer. Chissà se Elisabetta ha mai cucito qualcosa con le sue mani? Pare che sua nonna, la regina Mary, la ritenesse una schiappa nel fare la maglia. E infatti lei, per le nozze, le aveva regalato ben altro: una libreria, poiché fin da bambina l’aveva cresciuta a pane e ottimi titoli di letteratura per l’infanzia. La principessa Margaret aveva donato ai futuri sposi una valigetta da picnic mentre tre sorelle di Twickenham chiamate Elizabeth, Alexandra e Mary (i tre nomi di battesimo completi della principessa) avevano spedito alla sposa loro omonima un cestino per il pane in argento con le iniziali.

Novembre 1947: i doni di nozze esposti a St James Palace prima del matrimonio della principessa Elisabetta con Filippo di Mountbatten 

 

Da lontano erano arrivati anche molti preziosi, come la collana Cartier Berar in platino e diamanti omaggio del Nizam di Hyderabad (sovrano dello Stato Principesco oggi parte dell’India), una collana di diamanti, argento e oro dell'inizio del XIX secolo detta "The Queen's City of London Necklace” perché donata dalla città di Londra; un paio di orecchini di perle e diamanti dallo sceicco del Bahrain e una collana d'oro e di giada dal re Farouk d'Egitto.

Tra i regali, un picnic box set di lusso con servizi per due, regalo romantico della sorella di Elisabetta, Margaret  

Non mancarono tra i doni i prodotti alimentari, come la cassa di mele in arrivo dal Kent o le 500 lattine di ananas spedite dal governatore del Queensland, Australia, che vennero distribuite ad associazioni benefiche. Da tutto il Commonwealth arrivarono anche gli ingredienti utili a comporre la torta di nozze, visto che il cibo era ancora contingentato, nel dopoguerra. Il record di stranezze in fatto di doni di nozze commestibili resta tuttavia della trisavola di Elisabetta, la regina Vittoria, che si vide arrivare in dono una forma di formaggio da 500 chili, fatta con il latte di 750 mucche, per il suo matrimonio con Alberto nel 1840… la cedette perché fosse esposta al pubblico, su richiesta degli orgogliosi allevatori e casari, ma poi si ‘dimenticò’ di mandare qualcuno a riprenderla.

Gli ingredienti per la torta nuziale arrivarono in omaggio da tutto il Commonwealth 

A Elisabetta non è mancato anche un corredo da sposa confezionato a mano dalle donne di Gran Bretagna che comprendeva, secondo la Royal Collection: "131 paia di calze di nylon e 17 paia di calze di seta, 38 borsette e 24 paia di guanti". Veniamo poi ai servizi da tavola, un classico per i matrimoni, reali o no: durante l’esposizione dei doni di nozze, St James Palace riempì vetrine e vetrine con piatti e porcellane pregiati, tra cui un servizio donato dalle Coldstream Guards inciso con gli stemmi dei reggimenti e quello offerto da Chiang Kai Shek, presidente della Repubblica della Cina, con dipinti ideogrammi simbolo di gioia.

 

E infine i pezzi forti: Papa Pio XII offrì agli sposi un set di tazze di cioccolato Meissen del XVIII secolo completo di coperchi e piattini, nonostante la nota predilezione dei reali inglesi per il tè, mentre a distinguersi per originalità fu di sicuro il Mahatma Gandhi che inviò in dono alla futura regina un panno da lui stesso filato e ricamato con le parole Jai Hind, Vittoria per l'India. Oltre che inconsueto, il regalo era parecchio difficile da decifrare: Gandhi aveva guidato la resistenza contro l'oppressione britannica e con la disobbedienza civile di massa e la sua marcia del sale aveva costretto gli inglesi (e quindi il padre della sposa, re Giorgio VI) a concedere l'indipendenza al Paese dopo secoli di colonialismo. Quel messaggio ricamato sottolineava la vittoria dell'India a scapito del Regno che Elisabetta avrebbe ereditato, una volta regina, o piuttosto una vittoria raggiunta assieme, senza spargimento di sangue? Mentre a Corte se ne discuteva, la regina vedova Mary, nonna della sposa, non si soffermò neppure a leggervi il significato politico e lo liquidò indignata convinta fosse un perizoma. 

Elisabetta accettò invece il capo hand made di buon grado, ma non mancò di restituirlo all'India moltissimi anni dopo, nel 2018, mettendolo nelle mani del primo ministro Narendra Modi al termine di un'udienza privata tenuta a Buckingham Palace. Facendo del panno ricamato a mano da Gandhi il primo e unico caso noto di regalo di nozze reali rispedito al mittente.

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