AVRÒ CURA DI TE
Ogni affetto è un accollo, ma nessuno rinuncia all'amore
AVRÒ CURA DI TE

Ogni affetto è un accollo, ma nessuno rinuncia all'amore

Quando si parla di sentimenti la parola "razionale" deve essere messa da parte.

2 minuti di lettura

Lo scrittore Paolo Cognetti ha raccontato in un’intervista che lui non si separa mai dal suo cane Lucky. Non ama essere definito il suo padrone perché sa di non essere affatto il proprietario del suo bastardino di border collie. «Siamo amici», ha spiegato in quell’intervista, «creature di pari grado che si sono scelte. Spesso sono io che imparo da lui. Per Lucky ho cambiato le mie abitudini, ho rinunciato a qualsiasi attività dalla quale fosse escluso, come andare al cinema, o a teatro. Lo porto sempre alle presentazioni dei miei libri, sta tranquillo, ma non vede l’ora che ce ne torniamo in montagna». Leggendo quell’intervista mi sono subito innervosita. Quanta retorica, ho pensato, e quanta presunzione. Per non separarsi dal suo cane infligge a tutti la sua presenza, che per qualcuno potrebbero essere scomoda, fastidiosa, persino spaventosa. Rinuncia all’arte perché i cani non sono ammessi, quando Lucky lo aspetterebbe comunque sereno da qualche parte, forse anche più sereno che se dovesse sorbirsi film o spettacoli noiosi. Dichiara di trattarlo alla pari, quando, ovviamente, è lui che lo nutre, gli offre un riparo, lo porta dal veterinario quando sta male. Questa non è un’amicizia, né un’alleanza: questa è una società, e tu sei il capo, fattene una ragione. Mentre rimuginavo la mia insofferenza qualcuno ha suonato alla porta. Come al solito non ho aperto, ma, a differenza del solito, nessuno ha abbaiato. E di colpo mi sono resa conto che il mio cane non c’era, è in vacanza da un’amica per qualche giorno, e io stavo morendo di nostalgia. Cane del quale mai mi sognerei di dire che sono la padrona, anche perché si è impadronito della mia vita il giorno in cui è nata: si chiama Jo ed è una femmina di setter inglese.

Ovviamente la porto con me a ogni presentazione, e trovo ripugnante che non venga ammessa al cinema, o a teatro. Tanto che spesso rinuncio a entrambi per passare qualche ora con lei a far niente sul divano. La curo, la sfamo, le compro cucce comodissime mentre lei non fa niente per me. Tranne seguirmi ovunque, senza esitazione, leccarmi, infilarmi il naso sotto il gomito per chiedermi una carezza, svegliarmi la mattina per accertarsi che sia ancora viva, riempire le mie giornate di una stupidissima e irrinunciabile allegria. 
Jo ha il dono di coprire di peli un qualsiasi abito, o addirittura una stanza, nel tempo in cui tu la stai ancora salutando. Ed è incapace di resistere a qualsiasi tentazione: se qualcuno abbandona alla sua portata un chilo di cuneesi al rum incartati uno a uno, un coniglio di cioccolata avvolto nella sua stagnola dorata, un’intera parmigiana di melanzane (non sono esempi scelti a caso), lei li mangia. Ma la sua principale virtù rimane l’abbaio sporadico e a caso, nemico di ogni sistema nervoso. Insomma Jo, come Lucky, come tutti i cani, è un accollo. Ma io, come Cognetti e come tutti quelli che hanno un cane, penso che anche la maggior parte delle persone con le quali passiamo il tempo (me compresa) siano un accollo e questo non mi impedisce di avere una vita sociale divertente. Quindi la porto sempre con me. Eppure se leggo che lo fa Cognetti o chiunque altro penso, razionalmente, che sia sbagliato. 


Ma cosa vuol dire “razionalmente”? Prendersi cura di qualcuno non ha niente a che fare con la ragione. Interrompe una catena di comportamenti tradizionali verso i quali nessuno eccepisce e innesca bizzarrie, gesti incomprensibili e spesso fastidiosi, incondivisibili. Poco importa chi ne sia destinatario, se un cane, un essere umano o un’idea. L’amore è un accollo e amare è scocciare, c’è poco da fare. Basta non dimenticare mai che oggi scoccio io con Jo e domani scocci tu con Tizia o Caio o il Pd o la Juventus. Si chiama tolleranza, ma è più bello pensare che si tratti di una specie di catena affettiva che ci sorregge e ci distrae dalle fatiche vere. Togliete gli accolli sentimentali e resta solo la partita iva, o il dentista. 

2

Articoli rimanenti

Accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

3 mesi a 1€, poi 2.99€ al mese per 3 mesi

Attiva Ora

Sblocca l’accesso illimitato a tutti i contenuti del sito