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Hair look: Styling App Gel, Creattiva. Abito, Loewe.
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A fairy tale: intervista a Nadine Ijewere

«Bellezza è mostrare le differenze sotto una luce diversa»: con le sue immagini, Nadine Ijewere vuole dar volto a un futuro in cui l’inclusività non faccia più notizia

2 minuti di lettura

More is more: siamo affamati di glamour, opulenza ed edonismo. Eppure, stando all’82% degli intervistati per una recente ricerca curata da Wunderman Thompson, abbiamo anche voglia di inclusione e senso di appartenenza. Uno Zeitgeist che la fotografa Nadine Ijewere cristallizza nelle sue immagini inconfondibili. Per questa figlia della middle class londinese – padre nigeriano, madre giamaicana –, l’incontro con la fotografia è stato un colpo di fulmine che l’ha portata a lasciare le aspirazioni da medico per il London College of Fashion. Qui, con lo sguardo dei fashion portraits, inizia a ritrarre modelle che sfuggono ai canoni estetici dominanti. E che diventano il suo marchio di fabbrica. «A Londra, ogni giorno, incontravo una città ricca di diversità», racconta Ijewere, «ma quella diversità non era riflessa nelle immagini che vedevo nei giornali e nelle pubblicità».

Couture Blush, Yves Saint Laurent.
Couture Blush, Yves Saint Laurent. 

Le sue donne, dunque, hanno volti non tradizionali, antitetici ai cliché che, fino a dieci anni fa, dominavano nel fashion, e celebrano un’idea di estetica allargata e inclusiva. «Per me, la bellezza non si limita all’apparenza. È sfaccettata, è personalità, è mostrare le differenze sotto una luce diversa». La capacità di metterla in risalto anche attraverso le imperfezioni, le è valsa una serie di collaborazioni blasonate. Prima donna di colore a scattare una copertina per British Vogue (e aveva solo 26 anni, ora ne ha 30), Ijewere ha lavorato per WSJ, Dior, Hermès, Valentino, Nina Ricci. Le immagini che l’hanno portata al successo, incluse le cover con Dua Lipa e Selena Gomez, sono raccolte nel libro fotografico Our Own Selves (Prestel): una sorta di memoir iconografico per le generazioni future. A loro, infatti, offre quello che le è mancato crescendo: una prospettiva e uno specchio in cui riconoscersi. 

Make-up: ombretto Colour Fair Wet & Dry e fondotinta New Lasting Veil, Naj Oleari. Cardigan e gonna, Maison Cléo. Collana, Kiko Kostadinov. 
Make-up: ombretto Colour Fair Wet & Dry e fondotinta New Lasting Veil, Naj Oleari. Cardigan e gonna, Maison Cléo. Collana, Kiko Kostadinov.  

Sfogliando il suo portfolio, lo sguardo si perde in una carrellata di regine, fate, creature fantastiche e futuristiche. «Mentre evolvo come professionista», continua, «tendo a rimescolare gli elementi. A volte, cerco ispirazione nel mio stesso percorso per trovare riferimenti per nuovi scatti. In altri casi, invece, ho semplicemente voglia di fare qualcosa di completamente diverso», spiega. 
La disruption estetica di Ijewere, però, non è un atto di rottura fine a se stesso. Perché mentre invita a riflettere su modelli estetici alternativi, le esperienze tattili ed emotive che traspaiono dai suoi scatti creano connessioni, fanno sentire partecipe chi guarda. Lo leggiamo in trasparenza nella spettacolarizzazione del make-up (come in questo servizio) che recupera una funzione ancestrale, quasi magica, con un richiamo ai valori tribali. Lo si vede nell’uso del rosso, negli ombretti che migrano sui volti, nel ricorso a piene mani a strass e decorazioni gioiello sul viso, attorno agli occhi, sui capelli, come se non ce ne fosse mai abbastanza. Attratta dal vuoto scenografico e da equilibri quasi Zen, la ricchezza degli scatti di Ijewere è anche una celebrazione del tempo post lockdown. «Una delle cose che ho imparato è che non possiamo dare per scontato il fatto di stare insieme: oggi sono grata della possibilità di creare nuovamente con il mio team». 

Make-up: ombretto POP Powder Gel e gloss Crystal Gel, Shiseido. Abito, The Attico 
Make-up: ombretto POP Powder Gel e gloss Crystal Gel, Shiseido. Abito, The Attico  

Una variabile, quella delle professionalità, su cui la fotografa non si stanca di richiamare l’attenzione. «La moda ha ancora molta strada da fare: c’è tanta diversità davanti all’obiettivo, ma non ancora dietro le quinte». Lei, invece, si circonda di molti giovani talenti provenienti da ogni latitudine: su questo set, i vari assistenti erano una decina. 
«Scelgo il mio team per la capacità di collaborare, di contribuire alla visione del progetto che voglio realizzare. Prima degli scatti, è uno scambio continuo di idee, competenze e ispirazioni». Un altro passo in avanti verso un futuro che Ijewere vede già: «Conto in un domani in cui l’inclusività non farà più notizia, non sarà più un trend, ma semplicemente la norma». 

Hair look: Gel Cire Coiffant Urban Style 5, Jean Louis David. Top e pantaloni, Sportmax. Orecchini, Bottega Veneta.
Hair look: Gel Cire Coiffant Urban Style 5, Jean Louis David. Top e pantaloni, Sportmax. Orecchini, Bottega Veneta. 

Make-up: crema colorata Fusion Water Color Light Spf 50, Isdin. Anello, Susan Fang.
Make-up: crema colorata Fusion Water Color Light Spf 50, Isdin. Anello, Susan Fang. 

 Make-up: mascara Smart Colour e gloss 3D Hydra, Kiko Milano. Guanti e top, Area.
 Make-up: mascara Smart Colour e gloss 3D Hydra, Kiko Milano. Guanti e top, Area. 

Make-up: fondotinta Phyto-Teint Ultra Éclat, Sisley.
Make-up: fondotinta Phyto-Teint Ultra Éclat, Sisley. 


Make-up Celia Burton Pettinature Ali Pirzadeh Casting director Affa Osman Modella Xie Chaoyu @Premier Model Management Assistenti fotografa Meshach Falconer-Roberts e James Gilbert Assistenti stylist Elena Scanagatta, Brydie Perkins, Art O’Neill e Alex Belgrove Assistenti make-up India Excell e Emily Engleman Assistente pettinature Tommy Stayton