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Irene Boni, ad di Talent Garden. Foto DR
Irene Boni, ad di Talent Garden. Foto DR 

Irene Boni: "Sviluppare software non è un mestiere (solo) per uomini"

L’ad di Talent Garden ci spiega perché con Gedi ha ideato l’Italian Tech Academy: «In Italia solo il 9% degli sviluppatori di software è donna. È ora di colmare il gap»

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Entro il 2025 la domanda di professioni con competenze Stem crescerà del 20%. È in questa ottica che Talent Garden e Gedi hanno stretto un accordo per dare il via all’Italian Tech Academy, diretta da Riccardo Luna, che inaugura una gamma di corsi che vuole colmare il gap delle competenze digitali. Ne parliamo con Irene Boni, amministratore delegato di Talent Garden che, con l’acquisizione della Business School Hyper Island, è ora l’azienda di formazione più grande a livello europeo sul digitale.

«Formiamo» dice Boni «circa 5000 studenti all’anno distribuiti tra Nord e Sud Europa, ma alcuni arrivano anche da Brasile e Singapore. Sono persone diverse per età e competenze, alcuni sono senza titolo universitario e vengono “professionalizzati”, altri hanno laurea, esperienza lavorativa e vogliono fare un upgrading, altri ancora hanno gap nel curriculum. Discorso diverso per chi ha perso il lavoro e ha bisogno di reskilling. Il 98% delle persone che formiamo trova lavoro ed è un lavoro stabile».

Le aziende non riescono a trovare staff qualificato. Quali i primi corsi, in presenza e da remoto, di Italian Tech Academy?
«C’è il corso di Coding, un bootcamp full time (19 settembre-15 gennaio) sui linguaggi più utilizzati sul mercato, Java, Python, Mern, che non ha prerequisiti. Poi c’è quello di Content Science, creazione di contenuti per il mondo digitale. È un master part time (6-8 ottobre e fino al 16-17 dicembre) che si rivolge a copywriter o giornalisti che già lavorano in ambito digitale e vogliono migliorare la qualità di quello che scrivono in termini di posizionamento nei motori di ricerca. Infine c’è il Digital Sustainable Management, (6-7 ottobre/16-17 dicembre) che dà strumenti per capire l’impatto di un’iniziativa di business sulla sostenibilità e per amplificarlo o ridurlo col digitale».

Le donne sono ancora restie ad avvicinarsi alle Stem?
«In Talent Garden abbiamo un 60% di donne ma in Italia solo il 9% degli sviluppatori è di sesso femminile. Siamo molto indietro rispetto alla media europea che è attorno al 20%. Eppure oggi nelle aziende di software development c’è una sensibilità sempre maggiore sulla diversity. Penso che ci sia un tema di educazione all’educazione. Il progetto di Tech Academy con Gedi ha un ruolo estremamente importante per sensibilizzare l’opinione pubblica, genitori, educatori: non è vero che queste professioni sono maschili, anzi. Ada Lovelace, la prima sviluppatrice, era una una donna. Nel mondo tecnologico bisogna essere flessibili e modificare quello che si fa e la propensione al cambiamento è molto femminile. Vogliamo dare alle ragazze la possibilità di rischiare. Il corso di coding  (costo 4.500 euro) prevede che gli studenti non inizino a pagare finché non trovano lavoro. Come gli altri può essere seguito in parte da remoto, anche se il valore della fisicità nell’apprendimento è innegabile». academy.italian.tech 

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