Storie
Un'immagini della campagna scattata dal fotografo Roe Ethridge per il lancio di Gohar World, il marchio di homewear creato da Laila Gohar con sua sorella Nadia, che propone articoli per la casa e accessori ironici e irriverenti.
Un'immagini della campagna scattata dal fotografo Roe Ethridge per il lancio di Gohar World, il marchio di homewear creato da Laila Gohar con sua sorella Nadia, che propone articoli per la casa e accessori ironici e irriverenti. 

L'artista Laila Gohar al Salone del Mobile di Milano: "Cucino emozioni"

Laila Gohar delizia il gotha dell’arte, della moda, del design con cene multi-sensoriali e banchetti fiabeschi

2 minuti di lettura

Sempre in bilico tra gastronomia surreale e ironia, l’artista Laila Gohar ha portato la sua estetica fuori dagli schemi al Salone del Mobile di Milano, presentando la sua capsule collection in esclusiva per Vault, il concept store online di Gucci. Tra una candela a forma di ricotta e caramelle porta posate in vetro veneziano, Gohar reinterpreta l’ospitalità delle feste anni Ottanta. «Utilizzo sempre il cibo come mezzo per esprimermi», dice per presentarsi questa creativa trentatreenne nata a Il Cairo, di base a New York, che da dieci anni delizia il gotha dell’arte, della moda, del design con cene multi-sensoriali, installazioni edibili, mise en place fiabesche e banchetti al limite del grottesco. Si tratta di opere che solo superficialmente evocano una sorta di disarmante innocenza, in realtà sono capaci di imprimersi con una potenza estetica come solo l’arte sa fare. 

Un'immagini della campagna scattata dal fotografo Roe Ethridge per il lancio di Gohar World, il marchio di homewear creato da Laila Gohar con sua sorella Nadia, che propone articoli per la casa e accessori ironici e irriverenti.
Un'immagini della campagna scattata dal fotografo Roe Ethridge per il lancio di Gohar World, il marchio di homewear creato da Laila Gohar con sua sorella Nadia, che propone articoli per la casa e accessori ironici e irriverenti. 

Alcuni dei suoi lavori sono ormai leggendari: l’enorme cono rivestito di scampi e rose, la lunghissima treccia di panbriosce e la mortadella XL che l’artista ha presentato nel 2019 per il party di inaugurazione delle Galeries Lafayette sugli Champs Élysées. E ancora, la scultura composta da cinquemila marshmallow realizzata lo stesso anno per un evento di Tiffany & Co. a New York, in cui Gohar era stata chiamata per dare la propria interpretazione del film Colazione da Tiffany. Tra le sue collaborazioni più recenti, c’è anche Prada mentre quella con Simone Rocha si è ormai consolidata con una solida amicizia. «Sono stata una bambina difficile. Non ero una studentessa esemplare, né ero circondata da tanti amici. Non mi trovavo a mio agio nell’ambiente in cui vivevo e non avevo idea di cosa fare da grande. Per un po’ ho immaginato di dedicarmi alla politica e lavorare alle Nazioni Unite», racconta la creativa che per il suo Instagram usa il nickname @lailacooks. 

In un certo senso il lavoro di Gohar sembra pensato proprio per colmare quello scollamento dalla realtà, per tessere connessioni alternative, rompere i codici della convivialità tradizionale. La stessa natura commestibile delle sue opere fa si che le persone, mangiandole, ne prendano parte. Il food come forma espressiva dunque, che non perde però la sua funzione inclusiva e sociale. «C’è qualcosa di profondamente primordiale nel cibo, è legato ai bisogni basici dell’uomo. Per questo è capace di innescare un transfer immediato di emozioni. Se qualcuno ti mette davanti un piatto di pasta, anche se non hai voglia di mangiarlo, in qualche modo ti tocca», continua. Il suo studio è vicino a Chinatown, un building di due piani, con le vetrine che danno sulla strada. «È uno dei miei luoghi preferiti. Adoro il fatto che le persone spesso si fermino a curiosare». Tra le sue principali ispirazioni cita Louise Bourgeois, il cui lavoro è capace di evocare dolore, sofferenza ma anche gioia e self discovery. Anche l’Italia è molto presente nel suo immaginario. «È senza dubbio il Paese più interessante da un punto di vista culinario, grazie all’impressionante varietà che caratterizza ogni Regione: tutte sono capaci di offrire quella ricchezza e diversità che ricerco». 
Ad ampliare gli orizzonti del favoloso mondo di Laila oggi contribuisce Gohar World, marchio di oggetti di homewear realizzato a quattro mani con sua sorella, l’artista Nadia Gohar. «Ne parlavamo da tempo ma solo durante la pandemia abbiamo iniziato a lavorarci. È un universo che abbiamo disegnato attorno all’idea di ospitalità e che indaga cosa voglia dire intrattenere in modo contemporaneo». La collezione, disponibile solo online, è un progetto che coinvolge i Gohar al completo visto che la maggior parte della biancheria è prodotta in Egitto, nell’atelier di famiglia. Nella collezione tovaglie, bicchieri, piatti, ma anche accessori fuori dall’ordinario come candele a forma di scamorza e mini cassata. C’è il bavaglino per adulti, l’eggdress con pizzo, la borsetta porta baguette in raso e le chicken slippers, per addentare le cosce di pollo senza sporcarsi le dita.  

2

Articoli rimanenti

Accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

3 mesi a 1€, poi 2.99€ al mese per 3 mesi

Attiva Ora

Sblocca l’accesso illimitato a tutti i contenuti del sito