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La modella Bella Hadid alla scorsa edizione del Festival di Cannes durante la première di Annette. Dal 2016, la top è tra le frequentatrici più assidue dei red carpet francesi: da qui è partita la strategia mediatica per affrancarsi dalla sorella Gigi.
La modella Bella Hadid alla scorsa edizione del Festival di Cannes durante la première di Annette. Dal 2016, la top è tra le frequentatrici più assidue dei red carpet francesi: da qui è partita la strategia mediatica per affrancarsi dalla sorella Gigi. 
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Festival di Cannes: il ritorno del tappeto rosso

Guerra e Covid non fermeranno feste, incontri e première. Con i grandi brand a contendersi le star

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Per forza di cose, la scorsa edizione del Festival di Cannes è stata piuttosto sottotono: feste annullate, meno star, première e tappeti rossi molto meno eccitanti del solito. Il che è un po’ un problema per l’evento, visto che certi aspetti sono quelli che più appassionano il pubblico: con il suo mix di dive hollywoodiane, cinematografia impegnata europea, starlet di belle speranze, ospiti danarose pronte a tutto per farsi notare e mise consone all’evento, Cannes da questo punto di vista è una garanzia. Perciò l’idea di tornare alla normalità piace a tutti: a chi è lì, e a chi guarda.
Negli ultimi mesi però, tra l’escalation bellica in Ucraina e l’andamento ancora imprevedibile del Covid, in molti hanno iniziato a chiedersi se anche stavolta il lato “sociale” del  Festival non fosse destinato a subire una battuta d’arresto. Domanda legittima, ma considerato lo sfarzo visto di recente agli Oscar, ai Grammy e al Met Gala – tutte cerimonie in cui il red carpet è essenziale tanto quanto sulla Croisette –, si può affermare con un buon margine di sicurezza che eventi e tappeti rossi funzioneranno a pieno regime. E quando si tratta di glamour il Festival francese è il migliore, dividendosi tra tradizione – gli uomini solo in smoking, le donne in abito lungo e tacchi alti – e senso della provocazione. Inoltre, a rendere le cose ancora più interessanti da un punto di vista “stilistico”, è il ruolo di primo piano che la moda s’è conquistata nel cinema: un tempo le star erano sotto contratto con le case di produzione, ora lo sono con i brand, con tanto di accordi sui look per le première, fondamentale momento promozionale. 
E infatti, il calendario delle prime sembra quello di una fashion week: tra i titoli più attesi ci sono Elvis di Baz Luhrmann, con i costumi di Prada (che ha vestito tutto il cast al Met Gala di due settimane fa), e il film di Peter Cronenberg, Crimes of the Future, con protagoniste il volto di Louis Vuitton Léa Seydoux e quello di Chanel, Kristen Stewart. Sempre in quota Chanel saranno il tappeto rosso di Marion Cotillard per Frère et soeur e quello di Margaret Qualley con Stars at Noon, mentre Gucci punta su IU, al secolo Lee Ji-Eun, una delle più importanti pop star coreane, da quasi due anni legata al brand e nel cast di Broker. È sempre una certezza l’outsider per eccellenza Tilda Swinton, in concorso con Three Thousand Years of Longing: pochi sanno animare esteticamente un tappeto rosso come lei. Tra tutte loro, il côté modaiolo che ci si aspetta sulla Croisette dovrebbe essere garantito. E meno male, visto che c’è chi paga per viverlo: Brut, piattaforma media digitale partner del Festival, ha lanciato una serie di Nft, disegnati da pplpleasr, il cui acquisto garantisce anche il diritto di calcare il tappeto rosso assieme ai divi. Il prezzo parte da 5 Ethereum, quasi 14mila euro. 


Il segno che ci si incammini verso la normalità sta anche nel ritorno in grande stile, il 26 maggio, del party per l’Amfar, la fondazione molto amata dalle star che lotta contro l’Aids. Dopo l’edizione più “modesta” dell’anno scorso, con la metà degli ospiti e in una location raccolta, la festa torna nella sua sede storica, il sontuoso hotel du Cap-Eden-Roc (a pagina 130 lo storico doorman ci racconta i segreti dell’albergo), e ai quasi mille ospiti d’ordinanza. Le aspettative sono altissime, e non solo per le esibizioni di Ricky Martin e Christina Aguilera. All’Amfar è la moda a fare la parte del leone: quella addosso agli invitati, e quella che si vedrà nella sfilata dal vivo curata per il decimo anno consecutivo da Carine Roitfeld, e il cui tema portante pare sia Let’s Get Married. Gli abiti in passerella, donati dalle maison partecipanti (Gucci, Chanel, Valentino e così via), saranno poi battuti all’asta nel corso della serata, e il ricavato andrà alla ricerca: nel 2019 è stato raccolto un milione di dollari. Anche qui tutto confermato; meglio così: quando nel 2020, in pieno lockdown, s’era optato per un défilé da remoto su YouTube, i risultati erano stati deludenti. Senza lo charme della Croisette, davvero non era la stessa festa.

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