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Photo by Katsiaryna Endruszkiewicz on Unsplash
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Spiegare la pubertà è un gioco da ragazzi: Fiore Manni racconta il sesso, l'amore "e altre cose così"

Con un espediente narrativo ispirato a 'Sex Education', Fiore Manni ed Elena Peduzzi cercano di rispondere a tutte le domande e i dubbi sulla sessualità che sorgono durante quella complicata fase della vita chiamata pubertà. "Amore, sesso e altre cose così" è un libro di narrativa e allo stesso tempo un manuale di educazione sessuale e sentimentale per giovanissimi

3 minuti di lettura

Sabrina, Enea, Frida e Kristos sono quattro adolescenti che, come tutti i loro coetanei, hanno mille dubbi, curiosità, insicurezze che riguardano i cambiamenti del loro corpo, l’attrazione, il desiderio, il sesso. Purtroppo, nella loro scuola il corso di educazione sessuale è stato sospeso da una preside ‘bacchettona’, per cui hanno deciso di rimboccarsi le maniche e cercare da soli le risposte alle tante domande tipiche della pubertà. Come? Reperendo informazioni dalla rete e rielaborandole in un ‘giornalino clandestino’ che viene distribuito tra amici e compagni di classe.

Da questo espediente letterario (che ricorda molto la trama della fortunata serie televisiva Sex Education), si dipanano le vicende di Amore, sesso e altre cose così, volume scritto a due mani da Fiore Manni ed Elena Peduzzi, edito da Rizzoli. A cavallo tra narrativa e saggistica, è un libro che si propone come un compendio di educazione sessuale e sentimentale rivolto ai bambini e ai giovani lettori, che risponde in modo simpatico, facile e divertente a dubbi molto comuni. Dubbi che, purtroppo, molti ragazzi e ragazze portano con sé fino all’età adulta.

“Sono stata una delle poche fortunate che negli anni ‘90 ha visto una serie di videocassette che si chiamava ‘L’albero della vita’ in cui veniva spiegato in maniera super semplice come si fanno i bambini”, ci racconta Fiore Manni, scrittrice, conduttrice televisiva e influencer. “Ero una delle poche che alle elementari, alle medie e al liceo aveva più o meno un’idea di cosa sarebbe successo al mio corpo. Ma ci sono tantissime altre cose che ho scoperto solo a 30 anni! Mi rendo conto che tutta una serie di paranoie, di problemi, di dubbi che io e le mie amiche abbiamo avuto rispetto al nostro corpo derivano principalmente dal fatto che non c’è stata abbastanza educazione quando eravamo più piccole”.

Da qui la certezza di voler partecipare alla stesura di questo libro per ragazzi: “L’idea è stata della mia co-autrice Elena Peduzzi, quando mi ha chiesto se volevo farlo sono stata subito entusiasta”. Per scriverlo, si sono avvalse della consulenza di tre esperte: la ginecologa Elisa Sipio, l'androloga Gabriella Mombelli e la psicoterapeuta e sessuologa Lucrezia Marino.

Utilizzando l’espediente narrativo del ‘giornalino clandestino’ redatto dai quattro protagonisti, ogni capitolo del volume tratta argomenti legati ai sentimenti e alla sessualità: le prime cotte, l’attrazione verso l'altro, il corpo umano, i genitali, il funzionamento dell’apparato riproduttivo, il tema del consenso, l’orientamento sessuale, l’identità di genere. “Non si tratta di raccontare ai bambini come si fa il sesso, ma di spiegargli come cambierà il loro corpo, per esempio. Alcune trasformazioni possono succedere anche dal giorno alla notte!” riflette l’autrice.

Eppure, l’Italia rimane uno dei pochi paesi europei a non prevedere l’educazione sessuale nel programma scolastico, salvo qualche iniziativa di singoli istituiti o insegnanti: “Quando si fa educazione sessuale si parla del nostro corpo, di come prendersene cura. Mi sembrano delle cose davvero basic, che dovremmo sapere tutti. Mi spiace vedere che all’estero c’è molta più tranquillità nel parlare di questi argomenti”, afferma Fiore Manni. “Quando ho annunciato l’uscita del libro in tanti mi hanno detto ‘oh Fiore, che idea rivoluzionaria!’ ma non è rivoluzionaria, è super basica, si fa dappertutto! È qui da noi che manca”.

“Ovviamente abbiamo cercato di raccontare tutto in maniera adatta ai bambini. Per esempio, per spiegare che gli organi genitali sono tutti quanti diversi, che non c’è una forma standard, abbiamo fatto dei disegni con la frutta (banana, pesca, papaya, fragola). Volevamo spiegare che se ti accorgi che lì sotto sei ‘diversa’ da un’amica non ti devi preoccupare perché ogni organo genitale è differente, e va bene così”, racconta la scrittrice. “Inoltre, abbiamo usato un tono rilassato, che mette a suo agio un adolescente che legge e che magari si vergogna a chiedere certe cose ai genitori”.

Educare a non discriminare

L’educazione è anche un importante deterrente alla discriminazione. La storia del coming out di Fiore Manni ha fatto il giro del web: circa un anno fa, la scrittrice ha raccontato che quando conduceva un programma per bambini per Dea Kids le era stato imposto di nascondere la relazione che aveva all’epoca con una donna. Non sono stati i bambini, o i giovani a discriminarla, ma gli adulti, i ‘grandi’, nell'ambiente di lavoro. “Già, infatti io credo fortemente nelle nuove generazioni” afferma l’autrice.

“In generale oggi mi sembra che le persone siano più inclusive, meno discriminanti, più attente, e sono sicura che le nuove generazioni lo saranno sempre di più. Semplicemente anche perché riescono ad accedere a una serie di informazioni che noi non potevamo avere alla loro età, nessuno ce le dava né sapevamo dove trovarle”.

I social spesso forniscono informazioni superficiali, ma almeno le danno. “Assolutamente sì, e poi ci sono tantissime attiviste e attivisti, persone impegnate su vari fronti, incluso quello dei diritti LGBTQ+. Inoltre, mi sembra che le nuove generazioni siano molto più ricettive, e molto più aperte all’accettazione di sé stessi e degli altri”. Lei invece non si definisce un’attivista: “Sono una scrittrice, non me ne intendo e lascio questo ‘titolo’ a persone che sono sicuramente più capaci di me”. Fiore Manni è ospite sul palco del We World Festival di Milano, per tre giorni di talk, film, musica, racconti sui diritti delle donne e la lotta agli stereotipi e alle barriere di genere. 

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