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Per essere felici dobbiamo digiunare: rinunciamo al superfluo

Per essere felici dobbiamo digiunare: rinunciamo al superfluo
Una riflessione sul digiuno, fisico e metafisico, e sul suo significato in una società consumistica come la nostra. La facciamo attraverso la storia, documentata e immaginata di Giovanni Succi. Che risponde alla grande domanda: come possiamo applicare l'arte della rinuncia oggi?
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«Oppa Oba». Cioè «troppa roba». Sono queste le parole che pronuncia il piccolo Giovanni, quando inizia ad essere imboccato con del cibo solido, suscitando l’ilarità della sua famiglia. Ad eccezione della nonna, che leggeva in quelle parole una sorta di predizione per il suo futuro. Infatti, una volta cresciuto, diventerà il più grande digiunatore di tutti i tempi.